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Yoga Classico

marzo 4th, 2010 Posted in Storia dello Yoga

Si riferisce allo yoga in otto tappe - conosciuto anche come Raja Yoga - promosso da Patanjali, nel suo libro "Yoga - Sutra". Questi testi sanscriti contengono circa 200 enunciati aforistici che, lungo i secoli, sono stati commentati continuamente. Prima o poi, tutti i praticanti yoga perseveranti scopriranno questa scrittura e si confronteranno con le verità espresse in essa. La parola "sutra" (che in latino ha come corrispettivo il termine "sutura") significa "filo". In questo contesto essa rappresenta il filo della memoria, un elemento d'aiuto per i praticanti che desiderano memorizzare la conoscenza e la saggezza di Patanjali.

Lo "Yoga - Sutra" è stato scritto probabilmente nel II sec. d.C.. Il suo commentario più antico, in sanscrito, è lo Yoga - Bhashya ("Discorso sullo yoga"), attribuito a Vyasa, scritto nel V sec. d.C., il quale fornisce alcune spiegazioni basilari riguardo agli enunciati, spesso molto criptici, di Patanjali.

Tutto ciò che si conosce su Patanjali o Vyasa sono alcune leggende. Questo fatto vale per molti yogi del passato poiché, spesso, tutto ciò che rimane è costituito soltanto dai loro insegnamenti. Naturalmente, questi insegnamenti sono molto più importanti rispetto a qualsiasi informazione storica riguardante la loro vita.

Patanjali, spesso denominato anche il "il padre del sistema yoga", sostiene che l'essere umano è un miscuglio di materia (prakriti) e spirito (purusha). Per yoga egli intendeva la loro unificazione e il ripristino della purezza assoluta dello spirito. Generalmente, la sua concezione è caratterizzata come rappresentata da un dualismo filosofico. Questo è un aspetto importante poiché la maggior parte dei sistemi filosofici dell'India promuovono una tra le forme di nondualismo: i numerosi aspetti o forme del mondo manifestato hanno, di fatto, la stessa origine: l'esistenza pura, senza forma, eterna e perfettamente cosciente.

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