Home » Salute » Articoli Salute » Una malattia tanto visibile quanto misteriosa: l’anoressia

Una malattia tanto visibile quanto misteriosa: l’anoressia

luglio 4th, 2011 Posted in Articoli Salute
Un viaggio verso il mondo interno dove le protagoniste spesso minorenni e adolescenti seguono un sogno: quello della perfezione. Sono allarmanti gli ultimi dati sull'anoressia nervosa, che in Italia è diventata la prima causa di morte tra le giovanissime e non solo. Un rifiuto del cibo che corrisponde sempre ad un rifiuto della propria persona o per la maggior parte delle volte a  una richiesta di aiuto.. Un disagio che può iniziare ad un'età giovanissima e che spesso è  inizialmente sottovalutato dai genitori. Sono 250.000 persone colpite da questa malattia in prevalenza donne, ma con una crescente presenza anche di uomini.... Una persona è affetta da ANORESSIA NERVOSA  se manifesta le seguenti caratteristiche: ­- desiderio di essere sottopeso e severa perdita di peso ( più del 15% del peso considerato normale per età, sesso e altezza). - Paura intensa di ingrassare anche quando si è sottopeso e preoccupazione estrema per l’aspetto fisico  . - Alterazione nel modo di vivere il peso, la taglia e le forme corporee. -Amenorrea (mancanza di almeno tre cicli mestruali consecutivi); negli uomini perdita dell’interesse sessuale e impotenza. - Alterazioni, sbalzi d'umore e cambiamenti caratteriali. La caratteristica principale dell'Anoressia nervosa è il rifiuto del cibo. Il rifiuto di mangiare nasce dalla forte paura di ingrassare e dalla necessità di controllare l'alimentazione. Per evitare di ingrassare chi soffre di Anoressia mette in atto una serie di comportamenti tipici del disturbo quali seguire una dieta ferrea, fare  esercizio fisico in maniera eccessiva, indursi il vomito dopo aver mangiato anche piccole quantità di cibo. Si distinguono due sottotipi di Anoressia Nervosa : L'ANORESSIA NERVOSA  RESTRITTIVA. forma in cui il dimagrimento è causato dal digiuno e dall’intensa attività fisica, e L’ANORESSIA CON ABBUFFATE E CONDOTTE DI ELIMINAZIONE : forma in cui la persona mette in atto comportamenti che insieme al digiuno servono a diminuire il  peso corporeo ( uso di lassativi,diuretici,vomito). Il valore attribuito all’aspetto fisico e al peso corporeo risulta  distorto  in questi soggetti che si vedono grassi in particolar modo nella zona dell’addome glutei e cosce pur ammettendo la propria magrezza. Queste persone possono adottare le tecniche più disparate per valutare dimensioni e peso corporeo, come pesarsi di continuo, misurarsi ossessivamente con il metro, o controllare allo specchio le parti percepite come” grasse”. In questi soggetti i livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo, inoltre risulta essere presente l‘aspetto del perfezionismo in vari ambiti. La perdità del peso viene considerata come una straordinaria conquista ed un segno di ferrea autodisciplina…. Isabelle Caro, una delle modelle più famose colpita da questa bruttissima e mortale malattia, è stata da esempio per moltissime giovani. Mettendo a nudo il suo corpo ridotto a pelle e ossa la modella ha mostrato al mondo attraverso le foto scattate dal fotografo Oliviero Toscani l’orrore di una malattia  che alla fine l’ha divorata.. … Isabelle era il perfetto identikit della ragazza malata di anoressia nervosa; era alta 1.65 e pesava appena 31 chili; malata di anoressia da quando aveva 13 anni. In un’intervista lasciata poco tempo prima di morire Isabelle dice” mi sono nascosta  e coperta per troppo tempo: adesso voglio mostrarmi senza paura, anche se so che il mio corpo ripugna. Le sofferenze fisiche e psicologiche che ho subito hanno un solo senso se possono essere d’aiuto a chi è caduto nella trappola, da cui io stessa sto cercando di uscire”. Nel mese di novembre 2010, Isabelle muore, la ragazza, una volta deciso di voler curarsi  ha provato a lottare fino alla fine ma era troppo tardi e non è riuscita a sconfingere il suo demone… Ma come possiamo accorgerci se si sta scivolando verso una condizione di patologia? Ci si può accorgere che si è in una situazione rischiosa in caso di: > Abolizione drastica o improvvisa di alcuni alimenti dalla dieta con ostinazione e rigidità a perseguire la nuova dieta. > Rifiuto categorico di variare la propria alimentazione in circostanze particolari(al ristorante quando invitate a un pranzo) o a frequentare gli amici per paura di ritrovarsi al bar, in pizzeria in gelatearia in cui ci si può sentire osservati. > Sensazione frequente di gonfiore, soprattutto all’addome, e lamentele di avere un intestino pigro o di soffrire di ritenzione idrica accompagnate ad un uso saltuario di lassativi o diuretici > Cambiamento del tono dell’ umore associato alla sensazione di sentirsi nervose, arrabbiate, musone o tendenza ad isolarsi ed a evitare di stare con gli altri > Iperattività e ritmo frenetico di vita consistente nel praticare un esercizio fisico intenso o nello svolgere incombenze domestiche o lavorative sottraendole agli altri > Attenzione particolare al cucinare, non tanto per se stessi quanto gli altri membri della famiglia. Bisogna però fare attenzione in quanto non è detto che si tratti di anoressia nervosa se: > si è inappetenti o sottopeso > si ha una particolare attenzione al cibo o ci si preoccupa della linea > si sta seguendo una dieta per perdere qualche chilo di troppo e si perde momentaneamente il controllo e si mangia per esempio mezza torta di mele in una volta > si ha una predilezione particolare per alcuni cibi in particolari situazioni o momenti della giornata. Per esempio si mangia una scatola di biscotti al cioccolato mentre si guarda la tv o si svuota un vasetto di nutella mentre si studia in vista di una interrogazione importante La famiglia, gli amici, gli insegnanti, a volte possono avere il dubbio di avere a fianco una ragazza che soffre di disturbi alimentari. Ci sono dei segnali particolari che andrebbero presi in considerazione? > Verificare se dietro le troppe ore passate in palestra non vi sia l'ansia di diventare molto magri. > Se una ragazza sale sulla bilancia più volte in un giorno, è probabile che il meccanismo ossessivo del controllo sia scattato. > Ritenere un importante campanello d'allarme il fatto che la ragazza consideri le sue gambe troppo grasse. > Il rifiuto sistematico di alcuni alimenti e le bugie su quanto si mangia sono segnali da non sottovalutare. > Osservare se la ragazza passa ore davanti allo specchio senza trovare un abito che le piaccia (solo perché disprezza il suo corpo). > Possono apparire preoccupanti anche lo studio eccessivo e la tendenza a impegnarsi in mille attività intellettuali. L'anoressica non è mai rilassata. > Analizzare gli atteggiamenti provocatori che la ragazza assume: il rifiuto del cibo può diventare una forma di protesta contro una dipendenza (avvertita come eccessiva) nei confronti dei familiari. I segnali di allarme, in particolare nelle adolescenti, riguardano un cambiamento nel comportamento, una chiusura. Non si cercano più gli amici, si tende a rimanere isolati, ed in più si comincia a ridurre la quantità di cibo, si chiede una dieta. Queste sono persone, prevalentemente ragazze, che mettono nello studio un grande impegno e che vi danno una importanza che diventa esagerata. Vogliono infatti primeggiare per distinguersi dagli altri, come poi iniziano a distinguersi un poco alla volta anche nell'alimentazione. Solitamente è molto difficile che queste ragazze ammettano di avere un problema. La fase iniziale è infatti anche la più ardua perché rifiutano una loro difficoltà; è importante, in questa direzione, non trascurare i segnali sopraelencati e trovare la modalità per aiutare tali persone a chiedere aiuto. Infatti nei casi più gravi, l’anoressia può portare alla morte. In altri casi può essere trattata superando molte difficoltà e ristabilendo nel corso degli anni un rapporto normale con il corpo e col cibo. Alcune persone invece riescono a trovare un equilibrio nella malattia che, seppur precario, dà loro la motivazione a mantenerla. Questa è chiamata anoressia cronica e anche se non porta alla morte, costringe la persona a vivere una vita infelice, piena di rinunce e sensi di colpa. Ma dall’anoressia si può guarire! Voglio concludere  raccontando brevemente la mia esperienza. Avevo diciotto anni quando iniziai ad avere dei pensieri strani, volevo essere forte e padrona di me stessa del mio corpo e da quel giorno ha inizio la mia battaglia più dura…. Passavano i mesi e notavo come il mio corpo diventava sempre più esile, notando queste trasformazioni mi sentivo forte e vincitrice “della mia guerra”, mi sentivo determinata, ma allo stesso tempo interiormente mi sentivo sola e vuota; stavo cadendo in basso e non avevo nessuno lì pronto a salvarmi, a tendermi la mano…. I miei comportamenti seguivano delle regole ferree a cui obbedivo con cieca determinazione; la disciplina militare con cui affrontavo e interpretavo la strategia della privazione: il divieto di mangiare… Avevo iniziato un viaggio che sembrava senza ritorno… Più passava il tempo e più notavo come il mio comportamento nella società cambiava,ero sempre più lontana dagli affetti, provavo rabbia, non avevo più la gioia di vivere le cose belle della vita, avevo dimenticato il sapore del cibo, mi chiudevo nel mio mondo interiore, ero io contro tutti…. Ero arrivata a pesare 39 chili, ormai non mi vedevo più, ero spenta, i miei occhi avevano smesso di brillare di trasmettere amore: stavo per vincere la mia guerra. Il mio corpo urlava aiuto a quelle persone che vivevano con me quotidianamente, ma che erano completamente sorde al suo grido…. Il ricordo più brutto di quel periodo di completa confusione,  esaurimento e depressione, è quello delle persone che potevano essermi vicino, che potevano aiutarmi. Sono  le stesse che invece mi hanno allontanato incapaci di capire quale fosse il mio problema…. Oggi sono cinque anni che sono uscita da quel tunnel buio, che ho rivisto la luce e che ho vinto la mia battaglia annientando questa malattia spettrale il più delle volte mortale… Grazie alla pratica yoga ho ritrovato il mio equilibrio, uno stato di pace e serenità a livello interiore . Lo yoga  usa delle tecniche che aiutano con la pratica e la meditazione a ritrovare la giusta armonizzazione tra corpo e mente.  Grazie a queste ho riscoperto la gioia di vivere ho ritrovato la mia fede  la mia spiritualità  il desiderio di mangiare e riacquistato la mia femminilità. Ora  sono circondata da persone che amo e solo adesso mi rendo conto che stavo buttando all’aria il resto della mia vita, perdendomi le cose belle che essa mi offre……   Riferimenti bibliografici: www.lapromessa.org  
Print Friendly