Home » Maestri Spirituali » Swami Ramdas

Swami Ramdas

marzo 22nd, 2010 Posted in Maestri Spirituali
Sri Swami Ramdas, il cui nome nella vita pre-monastica era Vittal Rao, nacque a Hosdurg, nel Kanhangad il 10 Aprile 1884. Fin dalla giovane età dimostrò di non avere un forte interesse per lo studio e questo lo portò a rimanere indietro con gli anni scolastici. Questo suo disinteresse per la vita scolastica era però bilanciato da una grande passione per la lettura, che lo portò ad avere una vasta cultura e persino ad imparare quasi alla  perfezione la lingua inglese. Sfumaswami_ramdasta l'occasione di superare l'esame di ammissione all'università, Swami Ramdas decise di iscriversi alla scuola d'arte dove frequentò il corso di pittura e incisione. Malgrado il suo evidente talento, Ramdas decise di abbandonare gli studi per frequentare il corso di tecnica tessile al Victoria Jubilee Technical Institute di Bombay. Terminati i tre anni di corso, fu impiegato come caposala di filatura in un cotonificio a Gulbarga, città in cui nel 1908 prese in moglie Rukmabai, dalla quale ebbe una figlia, Ramabai. Gli anni che seguirono furono molto movimentati per Ramdas,  ogni volta che egli credeva di essersi stabilito in un luogo, c'era un avvenimento o una particolare situazione che lo costringeva a spostarsi nuovamente e a cambiare città e lavoro. Tutto ciò si perpetuò fino al 1917, anno in cui Ramdas si trasferì a Mangalore, dove si stabilì finché non ebbe inizio il suo pellegrinaggio. Fu proprio qui, presso la casa del fratello Sitaram Rao, che Ramdas iniziò a praticare per un'ora al giorno, insieme ai suoi nipoti, il bhajan, davanti all'immagine di Sri Krishna,. Lo stato di beatitudine che il bahjan induceva in Ramdas, lo spinse a ripetere il nome di Ram durante ogni sua attività giornaliera, ed in seguito lo portò ad abbandonare alcune piccole abitudini per lasciare spazio alla ripetizione del nome di Dio. Un giorno, Sri Balakrishna Rao, padre di Ramdas, ispirato da Ram, iniziò il figlio nel Ram Mantram, assicurandogli che la ripetizione continua del mantra avrebbe portato la pace nella sua anima. Fu così che l'ardore provato per Ram aumentò inesorabilmente, e Ramdas iniziò ad abbandonare anche il pasto serale e la maggior parte delle ore di sonno per dedicarsi a Ram, e a nulla servirono i richiami della moglie e della figlia, preoccupate per la vita che Ramdas stava intraprendendo. Una notte, mentre era impegnato nella meditazione, Ramdas fu ispirato ad aprire il libro <<Luce dell'Asia>> ed i suoi occhi si posarono sulle pagine in cui era descritta la grande rinuncia del Buddha: “Poiché adesso è venuta l'ora che devo lasciare questa prigione d'oro, dove vive rinchiuso il mio cuore, per trovare la Verità, che d'ora in poi io cercherò, per amore di tutti gli uomini, finché non sarà trovata”. Letto ciò, Ramdas aprì il <<Nuovo Testamento>> e lesse le parole di Gesù: ”E chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre o madre, o moglie, o figli, o terre per amore del mio nome, riceverà cento volte tanto ed erediterà la vita eterna”. Infine Ramdas fu ispirato ad aprire la <<Bhagavad Gita>>, e la seguente strofa saltò ai suo occhi: ”Abbandonando tutti i doveri, vieni soltanto a me per Rifugio, non t'affliggere, io ti libererò da ogni peccato”. Ispirato da Ram attraverso le parole di tre grandi avatar, Ramdas decise quella notte stessa di abbandonare il mondo samsarico per iniziare il suo cammino alla ricerca di Dio. RamdasIl treno della mattina lo condusse lontano da Mangalore, ed il giorno seguente arrivò a Srirangam, dove scorre il fiume Kaveri. Sulle rive dello splendido fiume, dietro ordine di Ram, Ramdas prese l'abito del Sannyasin, indossando la gerrua, abbandonando il nome di Vittal Rao conferitogli alla nascita ed abbracciando i tre principi fondamentali della vita del sadhu: la castità assoluta, lo sfamarsi unicamente con cibo ricevuto in offerta ed il consacrare completamente la propria vita al servizio di Sri Ram. Con il nome di Dio sulle sue labbra, Ramdas proseguì il suo lungo viaggio attraverso l'India. La meta non era a lui nota ma Ram, nella sua immensa bontà, lo guidava per mano di sadhu erranti e di mercanti, che affiancando Ramdas per lunghi tragitti gli indicavano la via da seguire e provvedevano al suo sostentamento. Durante il suo errare, Ramdas poté visitare numerosi luoghi sacri, tra i quali la dimora di Sri Ramakrishna, ed incontrare alcuni tra i più grandi maestri dell'India. Il primo fu Sri Ramana Maharishi, da cui Ramdas ottenne il cosiddetto Darshan, a seguito del quale sentì per la prima volta il forte desiderio di rimanere in solitudine a praticare il proprio bhajan. Fu questa la prima occasione in cui Ram condusse il suo “servo” in una grotta, nella quale visse per un mese intero. L'abbandono al volere di Ram era oramai totale, tanto che un giorno, mentre Ramdas ed un sadhu, Ramkinker, camminavano lungo le cime più alte dell'Himalaya, Ram ispirò il suo servo a scalare una delle vette più aspre dell'intera catena montuosa. L'impresa era così ardua che Ramkinker si fermò prima della metà, ma Ramdas continuò, arrampicandosi aggrappato ai soli cespugli secchi che fuoriuscivano dalla gelida neve. Una volta in vetta, Ramdas urlò a squarciagola il Ram Mantra e si cimentò nella discesa. Un solo passo falso gli sarebbe costato la vita, ma come egli stesso scrisse nel suo libro “In cerca di Dio”: “Ma dov'è la paura quando Ram è la guida? Quale pericolo non può essere affrontato coraggiosamente?”. Ci vollero cinque ore prima che Ramdas tornasse al sicuro ai piedi della rupe per proseguire il suo cammino. Dopo circa due anni di viaggio, Ramdas fu nuovamente condotto a Mangalore, dove poté rivedere il fratello Sitaram ed il padre Balakrishna, suo Gurudev. Era l'anno 1923 e, dopo il lungo peregrinare, Ramdas fu condotto in una grotta sul monte Kadri, chiamata “Panch Pandav”, nella quale visse la sua prima esperienza di nirvikalpa samadhi. Terminato il ritiro nella grotta, Ramdas riprese il suo viaggio, il cui itinerario spaziò in tutto il territorio indiano, fino al momento in cui, dopo alcuni anni, Ram lo ispirò a fermarsi in un piccolo ashram a Kasaragod, nel Kerala. Fu proprio lì che Ramdas conobbe Madre Krishnabai, sua devota discepola. Il volere di Ram spinse Ramdas e Madre Krishnabai a spostarsi nuovamente per dirigersi verso Kanhangad, dove il 15 maggio 1931 fu inaugurato l'ashram, ancora esistente, dal nome Anandashram. Ramdas si stabilì in questo grande ashram ma ogni anno, dal 1949 al 1957, su invito dei devoti, visitò numerosi luoghi sacri dell'India,  sempre accompagnato dalla fedele Madre Krishnabai. Nel 1954, Ramdas fu ispirato a realizzare un viaggio al di fuori dell'India. Il suo peregrinare, durato circa sei mesi, lo riportò all'Anandashram e fu narrato nel libro “Il mondo è Dio”. Negli anni trascorsi presso l'Anandashram, centinaia di devoti provenienti da tutta l'India, e non solo, poterono incontrare Swami Ramdas, apprendendo da lui la via del bhakti yoga. Numerosi dialoghi tra il maestro e i suoi discepoli sono raccolti nelle decine di pubblicazioni edite dall'Anandashram. Swami Ramdas abbandonò il corpo fisico per entrare nel Mahasamadhi il 25 luglio 1963, all'età di 79 anni.
Print Friendly