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Lo stato di bambino

aprile 23rd, 2010 Posted in Conoscere se stessi
Nel pratoImmagino di essere con un bimbo bellissimo, pieno di luce, che mi sorride di continuo. Lo prendo per mano e iniziamo a camminare l’uno accanto all’altra, su un prato verde che si apre davanti ai nostri occhi colmi della luce di un cielo sereno. Ci sentiamo leggeri e liberi, protetti, senza alcuna preoccupazione. Non penso al passato, esiste soltanto il momento presente, proprio questo momento in cui i nostri piedi scalzi toccano l'erba morbida e fresca. Semplicemente esisto, esistiamo. Mi riapproprio del senso della vita così com’è. Le nostre mani non sono più separate, il suo sorriso diventa il mio, la sua gioia pura mi avvolge come il profumo di un fiore che  da esso emana e poi lo circonda. Prendendomi cura questo bimbo, rappresento il posto migliore per farlo fiorire e proteggerlo. Sento di essere lui e contemporaneamente il luogo in cui lui si manifesta naturalmente e pieno di meraviglia. Apro il mio petto e lo ricevo dentro di me, abbandonata totalmente ad una forza a me superiore, al Sé. Mi rendo conto che il mio gesto ha soltanto schiuso la mia anima, è stato come un tocco magico che ha risvegliato ciò che già era dentro di me, sono il bambino ma anche il cuore che sboccia e lascia scivolare dentro la rugiada della sua purezza, sempre più in profondità.  Dentro ogni essere umano, non importa se giovane, adulto o anziano, c'è questo bambino meraviglioso, pieno di innocenza e di una vitalità debordante. Il suo mondo è sempre nuovo e cercare di ritrovarlo dentro di noi è un esperienza meravigliosa e magica. Dobbiamo rapportarci allo stato archetipale di bambino, quello che mai sparirà, "la prima bellezza, e il sogno che segue..."  anche se dimentichiamo questo mondo, esso continua ad esistere, e non è possibile perderlo definitivamente. "Tua figlia non è morta, dorme soltanto", dice Gesù a Iair, il sacerdote della sinagoga. La figlia di questo anziano sacerdote si è ammalata e anche se gli altri sacerdoti gli hanno detto che è morta, Iair è andato da Gesù e questi gli ha detto:"Non aver paura! Abbi semplicemente fede e tua figlia si salverà!". Quando nel nostro cuore affiorano la fede e l'amore, non dobbiamo aver paura, la nostra "infanzia" può essere risvegliata e a quel punto lo stato di bambino si manifesterà come prova viva e tangibile della sua eternità. Cerchiamo di liberare il nostro essere in modo da poter ricominciare tutto con l'innocenza e la purezza di un bambino. E’ noto che i grandi saggi, i santi e tutti i libri spiritualmente ispirati ci dicono di avvicinarci alle grande verità con il cuore di un bambino. Proprio questo atteggiamento interiore ci porta allo stato di santità. Un santo sa di essere il bambino di Dio, sa che Dio si prende cura di lui e che gli darà tutto ciò di cui ha bisogno. Per lui non esiste passato o futuro, non esiste bene o male, bello o brutto, tutto ha una sorgente divina e per questo lui vede tutte le cose così come sono senza filtri. Lui è puro, luminoso e libero ed esattamente come un bambino, vive attraverso l'intelligenza del suo cuore che è fondamento e base del nostro essere. Diventare santo significa vivere come un santo, significa coltivare uno stato di candore nel cuore per poi accumulare tantissima forza e purezza nel corpo e saggezza nello spirito. Lo stato di candore implica avere un'anima pura eliminando le emozioni negative come la rabbia, la gelosia, l'odio ecc. che ci distruggono e ci allontanano dalla nostra essenza divina. Lo stato di bambino risveglia in cambio l'intuizione e l'apertura verso la conoscenza superiore. Ci permette di vivere esattamente “qui e ora” e magicamente ci si trova anche al di là del tempo, senza essere legati al passato tramite ricordi nostalgici, felici o infelici e, al posto del futuro esiste lo sviluppo e l'estensione plenaria di ogni attimo. lo-stato-di-bambino1Gesù diceva: "Se non diventate come bambini, non entrerete nel regno dei cieli". Diventare bambini significa recuperare lo sguardo vivo e pieno di luce, incantato e pieno di meraviglia. Questo stato rappresenta la porta verso il mondo, verso tutti gli esseri umani, verso l'anima e ci permette di ritrovare in così un sentimento filiale rispetto al Divino. Risvegliare in noi uno stato di fede straordinaria, basata sulla percezione diretta del Divino, equivale a vivere stati mistici molto elevati e ci fa riscoprire forti, ossia capaci di agire tramite un' energia colossale che deriva proprio al fatto di trovarci al di là di tutto. Non si tratta quindi di coltivare l'infantilismo che porta l'adulto ad essere pigro, a fuggire dai problemi e dalle responsabilità della vita, totalmente incapace di prendere decisioni, di assumersi impegni, di fare dei sacrifici, di agire regolarmente, di appoggiarsi agli altri, ma di accedere nuovamente a un'energia pura e piena di luce divina. Qualcuno diceva: "E’ necessario restare bambini pur essendo adulti", ossia è necessario recuperare la spontaneità, la creatività, la fantasia per riportare la ricchezza di questo mondo nella vita dell'adulto il cui mondo è spesso svuotato, privo di entusiasmo, in cui si è incapaci di godere del “qui e ora”, in cui ci si vergogna di esprimere quello che si sente, ci si vergogna di chiedere, di giocare, di saltare, di correre... Lo stato di bambino o il bambino interiore è anche una realtà della nostra struttura psicologica, il primo a parlarne nel 1912 è stato Jung utilizzando la definizione Puer aeternus (Fanciullo eterno) ripreso poi da altri psicologi e terapeuti dell'epoca che ne parleranno come del nostro vero io, del nostro "io reale".  Per Jung il bambino rappresenta l'inizio e la fine, la creatura che esiste prima dell'uomo ma anche quella finale, o meglio un'anticipazione di quello che la creatura sarà, un'anticipazione della vita oltre la morte. Quindi l'archetipo del bambino o del "Fanciullo" come lo definisce Jung è legato alla "nascita e rinascita", è legato a tutte le qualità di gioia e di creatività. Attraverso un'intuizione reale e infallibile scopriamo in queste parole una verità profonda: questo "io reale" non è altro che quello che i grandi saggi yogi chiamano il Sé Supremo Immortale (Atman) che risiede nel Cuore di ogni essere umano come riflesso Jivatman. Ritrovamento delle gioie dell'infanziaCome crescere e diventare adulti senza perdere questo senso di totalità, di creatività continua, senza perdere la purezza, la gioia di vivere,  come mantenere l’equilibrio tra lo stato di bambino pur vivendo in mezzo ai "grandi", e la vita di un adulto, è la domanda che dobbiamo porci. Cerchiamo di offrire a noi stessi spazio e libertà d'espressione, giocando e creando, educhiamo i nostri pensieri e le nostre emozioni lavorando su noi stessi, rimanendo sempre attenti, vigili. Cerchiamo la presenza dei bambini e osserviamoli... il bambino non dice bugie, mangia solo quando ha fame e quanto gli è necessario, non accumula cose che non gli servono, gioca senza attaccarsi ai giocattoli, divide tutto con gli altri e tutta la sua vita è un gioco, non si preoccupa del domani e soprattutto è felice. Lo stato di bambino è uno stato naturale, non dobbiamo vederlo come qualcosa da conquistare perché in realtà è già dentro di noi, dobbiamo soltanto abbandonare tutto ciò che di falso abbiamo costruito insieme al nostro sistema di difesa, le nostre maschere, le nostre corazze che non fanno altro che soffocare questa dimensione per renderla poi inaccessibile a causa del modo errato in cui viviamo. Essere in contatto con lo stato di bambino significa essere collegati al suono primordiale della nostra anima. E’ un ritrovarsi di fronte alla fonte originaria della vita, là dove sentiamo una gioia profonda, poiché sappiamo con chiarezza ciò che veramente vogliamo e la forma che questo desiderio può prendere. Il percorso verso lo stato di libertà e della realizzazione del Sé, passa inevitabilmente attraverso il risveglio dello stato di bambino.
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