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SCOLIOSI prevenirla e curala con lo yoga

giugno 12th, 2012 Posted in Articoli Salute
La scoliosi è una deviazione permanente laterale e rotatoria della colonna vertebrale, alla quale seguono gravi alterazioni estetiche e funzionali. Le cause che portano a questa patologia sono molteplici, ma nella maggior parte dei casi rimangono sconosciute. Essa tende a peggiorare durante il periodo di crescita staturale di un individuo e la sua evoluzione  cessa quando termina il processo di accrescimento.   È bene fare una distinzione tra scoliosi e atteggiamenti scoliotici: -         la prima o scoliosi organica, rappresenta un dismorfismo del rachide, ossia una deviazione patologica della colonna vertebrale, che in casi estremi, necessita di un trattamento ortopedico mirato; -         i secondi o scoliosi funzionale, sono paramorfismi, ossia forme reversibili che si possono correggere con esercizi adeguati e per lo più sono  visibili quando la colonna è sottocarico.   I paramorfismi sono forme meno gravi dei dimorfismi. Questi ultimi se trattati precocemente possono migliorare, ma se trascurati e sottovalutati si aggravano determinando disturbi respiratori e circolatori.   Per capire che cosa accade nella scoliosi facciamo un piccolo ripasso di anatomia funzionale della colonna vertebrale.   Il rachide visto di profilo presenta 3 curvature fisiologiche: -         due lordotiche: cervicale e lombare a convessità anteriore -         una cifotica dorsale a convessità posteriore Queste equilibrano il rachide compensandosi vicendevolmente; l’eventuale variazione di una di esse sollecita variazioni delle altre due. Oltre a permettere l’equilibrio, le 3 curvature hanno significato meccanico nel sostegno del peso del corpo e aumentano la resistenza della colonna stessa.   Dal punto di vista funzionale il rachide è costituito da più unità sovrapposte. Ogni unità è costituita da: -          una parte anteriore costituita dai corpi intervertebrali e dai dischi intervertebrali -          una parte posteriore rappresentata dai peduncoli, dalle lamine e dai i processi articolari La parte anteriore ha funzione portante, la parte posteriore orienta e guida il movimento di una vertebra su quella vicina.   CLINICA La scoliosi ha una massima incidenza intorno ai 15 anni e può essere classificata in base alla localizzazione della curva primitiva in: -        Lombare: se la curva principale si estende dalla vertebra D11 ad L3 -        Dorso-lombare: con curva molto ampia estesa da D6 a L3. -        Dorsale: con curva primitiva estesa da D4 a D11 -        Cervico-dorsale: molto rare, con curvatura primitiva a raggio piccolo, estesa per 5-6 vertebre e con apice su D1 o D2   Esistono poi, le scoliosi combinate dorsali e lombari con due curve principali disposte a “S” italica: quella dorsale si estende da D5 a D10, quella lombare va da D11 a L3. Le curve principali non sono da confondere con le curvature secondarie o di compenso che si sviluppano nei tratti sovra e sottostanti la curvatura primitiva, al fine di conservare lo strapiombo vertebrale da essa provocato.   In base al tipo di curvatura la gravità della prognosi decresce dalle scoliosi dorsali a quelle lombari. Ogni curvatura comporta: -          Rotazione di tutto il tratto vertebrale interessato dalla curvatura, con torsione delle singole vertebre su se stesse -          Deformazione dei singoli corpi vertebrali (vertebre trapezoidali) -          Deformazione del torace, fino a formare il gibbo costale posteriore -          Modificazioni degli organi endocavitari (ipertrofia del cuore destro, stasi del piccolo circolo..) Nel corso della storia sono state postulate svariate teorie per spiegare la causa all’origine della scoliosi: ineguale lunghezza delle coste, debolezze muscolari congenite, primitiva alterazione del senso dell’equilibrio e asimmetria muscolare. Oggi sono accettate come valide: -         La Teoria metabolica di Stearns, Glauber e Ponesti, che parlano di un alterato bilancio proteico tra le α1-globuline e le α1-glicoproteine. -         La Teoria ereditaria di Cowen, Hall e MacEwen che lega la trasmissione della malattia a un gene presente sul Cromosoma X. -         La Teoria ormonale che lega l’insorgenza della scoliosi ad un aumentata produzione di Gh, ossia l’ormone della crescita.   SINTOMATOLOGIA La malattia insorge ed evolve in maniera asintomatica, subdola e senza compromissione delle condizioni generali. Per evitare un riscontro tardivo si devono ricercare i seguenti segni in tutti gli adolescenti prepubere: -          Incurvamento laterale della linea risultante dall’unione di tutte le apofisi spinose. -          Slivellamento del normale parallelismo tra le due linee congiungenti le spalle (linea bis-acromiale) e le creste iliache (linea bispino-iliaca). -          Asimmetria dei triangoli della taglia. Eventuale presenza di gibbo costale ben evidenziabile.   DIAGNOSI La diagnosi viene eseguita con un RX dell’intera colonna vertebrale sia in stazione eretta (sotto carico) sia in posizione supina (fuori carico). La deviazione della colonna, è assente fuori carico, situazione assai frequente negli atteggiamenti scoliotici.   L’RX, inoltre consente di rilevare: -          Alterazioni di forma dei corpi vertebrali -          L’entità della rotazione dei corpi vertebrali -          La sede della curva primitiva -          Il grado della curva mediante appositi metodi di calcolo, tra cui quello di Cobb e di Risser-Ferguson.   TRATTAMENTO Gli atteggiamenti scoliotici si trattano con ripetuti cicli  di ginnastica e controlli posturali. Proprio in questi casi lo yoga, praticato sia prima dell’adolescenza sia in età più avanzata, permette di  correggere completamente gli errori posturali. Inoltre, la colonna vertebrale viene armonizzata in tutti i suoi segmenti e i dolori osteo-muscolari spariscono. Tutto ciò si ripercuote anche a livello interiore, con l’acquisizione di maggiore fiducia in se stessi, benessere psico-fisico e la conquista di un miglior rapporto con il proprio corpo. Nelle scoliosi organiche il tipo di trattamento deriva dal grado di angolazione della curva primaria o ovviamente il trattamento medico può essere molto più cruento. -          Nelle forme iniziali, caratterizzate da modesta angolazione (meno di 20°) si attua terapia cinesiterapica. -          Nelle forme gravi con curvatura superiore ai 20° ma minore di 40° si applicano corsetti ortopedici correttivi (tra i quali il corsetto tipo MILWAKEE nelle scoliosi dorsali in età pre-pubere e il corsetto tipo BOSTON nelle scoliosi dorsali e lombari in pazienti più grandi). -          Nelle forme molto gravi, con curvatura oltre i 45°, può trovare indicazione la terapia chirurgica con barre, viti e uncini. Anche in questo caso lo yoga può intervenire, arrivando a sostituire completamente ogni intervento medico e fisioterapico. E’ necessario affidarsi a istruttori di yoga competenti in grado di seguire e proporre esercizi mirati che riequilibrano le curvature della colonna vertebrale. I miglioramenti sono evidenti dopo poco tempo, con una pratica giornaliera, ma la completa risoluzione della patologia richiede impegno costante e un’attitudine interiore ferma. Posture yoga come Talasana, Trikonasana, Ardha Chandrasana, Ardha Matyendrasana, armonizzano completamente la colonna vertebrale, eliminando anche deformazioni importanti e ostinate. Da non sottovalutare è la completa eliminazione del dolore che accompagna costantemente questi pazienti. Questo deriva dal ritrovato trofismo muscolare e dalla migliore ossigenazione del sangue, che nel tempo viene persa a causa delle deformità che coinvolgono molto spesso il torace. Anche in questo caso lo yoga, così come esso è insegnato nei testi antichi, si rivela una preziosa ancora di salvataggio in grado di migliorare la qualità della vita di ogni individuo.              
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