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L’intelligenza spirituale

giugno 16th, 2010 Posted in E' bene sapere

L'INTELLIGENZA SPIRITUALE ED IL DISCORSO DELLA FRECCIA

Al di là di ogni definizione, per capire profondamente quale è il concetto legato all’intelligenza spirituale, si vuole innanzitutto portare un esempio significativo. Il Buddha, nel "Discorso della freccia", insegna che un uomo ordinario colpito alla gamba da una freccia soffre, oltre che per il dolore fisico provato, anche per una seconda freccia: ovvero la sua intensa reazione mentale al dolore fisico. Ed è abbastanza intuitivo capire che il vero problema sta nella seconda freccia. Nella vita quotidiana ci sono infiniti esempi che illustrano questo insegnamento. Per esempio se la prima freccia è uno stato mentale spiacevole in cui ci troviamo, la seconda freccia è l'avversione nei confronti di questo stato mentale. Ma è proprio questa avversione a separarci dalla possibilità di sperimentare il nostro stato nella sua verità fondamentale. L'intelligenza spirituale, invece, riconosce e comprende alla radice la seconda freccia, portandoci in tal modo a superare la sofferenza interiore che noi stessi creiamo: è l'intelligenza che capisce ciò che è importante capire. In occidente molte sono state le modalità e le strade atte a cercare una definizione, sia dell’intelligenza,  sia di intelligenza spirituale. intelligenza cervelloSecondo molti psicologi, l’intelligenza spirituale è riconducibile all’abilità fondamentale che l’uomo ha, di riferirsi e collocarsi rispetto alle problematiche esistenziali, ed in particolare alle dimensioni che riguardano il significato della vita, della morte, il destino ultimo del mondo, le esperienze più profonde dell’umanità. Questo cercare delle risposte alle grandi questioni cosmiche riflette un’esigenza che l’uomo in ogni secolo e in ogni cultura ha cercato di colmare: ne sono esempi significativi la scienza, la mitologia, la religione, i sistemi filosofici e le varie forme di arte che rappresentano la cristallizzazione delle idee e delle esperienze sviluppate intorno ai temi esistenziali. Ma questa ricerca è comunque finalizzata all’intento di codificare, all’interno di  in un quadro scientifico, alcuni di quei concetti che lo yoga ha acquisito e sviluppato in millenni.

L’INTELLIGENZA E LA PSICOLOGIA

Da un punto di vista storico nel 1993 venne rivoluzionato il concetto che si aveva sino ad allora di intelligenza. Infatti  questo era basato sulla misurazione del Q.I. (quoziente intellettivo) e tale misurazione era legata preponderantemente alla considerazione dell’intelligenza come pura funzione cognitiva dell’essere umano. Lo psicologo statunitense Howard Gardner ampliò tale concezione dell’intelligenza, diversificandone l’aspetto puramente cognitivo ed allargandone ulteriormente lo spettro delle caratteristiche. Egli, infatti ne distinse ben 9 tipi fondamentali, ognuno con la sua precisa localizzazione in differenti parti del cervello:  - Intelligenza Linguistica che è l'intelligenza legata alla capacità di utilizzare un vocabolario chiaro ed efficace e si manifesta con l’abilità di espressione.  - Intelligenza Logico-Matematica che è quella che riguarda il ragionamento deduttivo, la schematizzazione e le catene logiche.  - Intelligenza Spaziale ovvero la capacità di percepire forme ed oggetti nello spazio. Chi la possiede, normalmente, ha una sviluppata memoria per i dettagli ambientali e le caratteristiche esteriori delle figure, e sa orientarsi in luoghi intricati .  - Intelligenza Corporeo-Cinestesica e chi la possiede ha una padronanza del corpo che gli permette di coordinare bene i movimenti. Ce l' hanno in misura peculiare ballerini, coreografi, sportivi, artigiani.  - Intelligenza Musicale che è la capacità di riconoscere l'altezza dei suoni, le costruzioni armoniche e contrappuntistiche. Chi ne è dotato solitamente ha uno spiccato talento per l'uso di uno o più strumenti musicali, o per la modulazione canora della propria voce.  - Intelligenza Naturalistica: consiste nel saper individuare determinati oggetti naturali, classificarli in un ordine preciso e cogliere le relazioni tra di essi.  - Intelligenza Interpersonale: coinvolge tutto il cervello, ma principalmente i lobi pre-frontali. Riguarda la capacità di comprendere gli altri, le loro esigenze, le paure, i desideri nascosti, di creare situazioni sociali favorevoli e di promuovere modelli sociali e personali vantaggiosi.  - Intelligenza Intrapersonale: riguarda la capacità di comprendere la propria individualità, di saperla inserire nel contesto sociale per ottenere risultati migliori nella vita personale, e anche di sapersi immedesimare in ruoli e sentimenti diversi dai propri. Non è prerogativa di qualcuno, benché la possiedano, in particolare, gli attori. - Intelligenza SPIRITUALE che appunto rappresenta la capacità di riflettere consapevolmente sui grandi temi dell'esistenza, come la natura dell'uomo, e di ricavare da sofisticati processi di astrazione delle categorie concettuali che possano essere valide universalmente. geni-intelligenzaPiù o meno nello stesso periodo, un altro psicologo americano Raymond Cattell fece la distinzione fra  intelligenza fluida ed intelligenza cristallizzata. Egli  definì le caratteristiche legate all'intelligenza fluida, quelle relative alla capacità di “acquisizione di nuovi stimoli” e relazionate alla capacità di “ autocorrezione”, caratteristiche  che tendono a diminuire dopo i 60 anni. Le caratteristiche invece legate all'intelligenza cristallizzata le definì come quelle capaci di effettuare un uso ottimale del proprio patrimonio di conoscenze e competenze, e che invece aumentano in maniera costante per tutta la vita. Questa distinzione fece sì che venne sottolineato il carattere evolutivo dell’intelligenza, appunto intesa come capacità dell’essere umano in costante potenziale aumento. Fu Abraham Maslow, il precursore della psicologia transpersonale, a proporre, più o meno nello stesso periodo, un ulteriore ampliamento delle basi filosofiche e del campo di ricerca della psicologia in merito alla ricerca spirituale. Infatti l'idea centrale della psicologia transpersonale è che l'uomo non sia semplicemente un'unità bio-psichica, ma un insieme aperto e collegato, nella sua realtà più intima, profonda, ad una dimensione "spirituale" che tutto abbraccia. L'uomo acquista così un'identità «transpersonale», cioè un'identità che è in grado di trascendere la struttura della personalità, senza perdere, però, il contatto con la propria individualità. Usando una definizione di Roberto Assagioli, l'individuo si scopre così "cittadino di due mondi" e viene invitato a vivere "coi piedi per terra e la testa alta verso il cielo". Ed è proprio la stessa psicologia transpersonale che ha cominciato a riconoscere allo yoga e alla sua pratica, un mezzo attraverso il quale l’intelligenza spirituale può notevolmente svilupparsi, ampliarsi, aprire il cuore, ispirare l’anima e illuminare la mente .

SVILUPPO DELL’ INTELLIGENZA SPIRITUALE E CONSAPEVOLEZZA 

L’acquisizione della conoscenza di sé è la base di partenza per lo sviluppo della propria maturità spirituale. La presa di consapevolezza del “qui ed ora” ci chiede di aderire alle condizioni in cui ci troviamo adesso proprio qui e di lasciar cadere i vari pensieri circa le condizioni nelle quali ci piacerebbe essere o nelle quali riteniamo che dovremmo essere. Abitare consapevolmente le condizioni presenti significa essere unificati, vivi e aperti alla saggezza e alla compassione, cioè all'intelligenza spirituale. intelligenza matriceLa psicologia insegna che la madre saggia è colei che cura, sostiene e protegge il suo bambino da una parte, mentre è pronta, d’altro canto, a dargli fiducia. In questo modo, sentendosi rassicurato, il bambino impara a stare volentieri anche da solo e sviluppa interesse per esplorare ciò che non conosce. E’ sicuramente interessante allora chiedersi quale può essere nello sviluppo dell’intelligenza  spirituale e nel proprio cammino spirituale, un equivalente della madre saggia, ossia un qualcosa che, sostenendoci intelligentemente, ci permetta di avanzare con fiducia e coraggio. Innanzi tutto la pratica spirituale. Naturalmente farà parte della base della pratica una buona comprensione delle dottrine. Una sincera attrazione per la sfera dell’etica e della sua coltivazione (compassione, umiltà, saggezza, rispetto, generosità, gentilezza, integrità morale, consapevolezza, attenzione non giudicante e altre qualità indispensabili per compiere la purificazione della mente-cuore) La pratica dello stato di calma attraverso la costante ricerca dello stato di serenità e fiducia. La capacità di amare e di essere amati (la vasta capacità intrinseca al nostro cuore – come annota Ajahn Munindo - ha già in se stessa tutto quello che cerchiamo). In conclusione la parola chiave in questo cammino, può essere “Integrazione” perché in caso contrario, la mancanza di coerenza, di continuità tra ciò che si vive e si professa dentro e ciò che si vive fuori genera l’ennesima scissione, frammentazione e alienazione, e, in ultima analisi, induce mal-essere.
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