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I dieci riflessi di Dio

aprile 12th, 2010 Posted in Maha Vidya Yoga
La Tradizione Tantrica riconosce la Divinità Unica Suprema, il cui controllo si estende dappertutto, ed anche le sue innumerevoli manifestazioni chiamate Dasha Maha Vidya (Maha=Grande, Vidya=Conoscenza), ovvero le Dieci Grandi Forze Cosmiche. Di fatto, questa Tradizione rappresenta una pratica spirituale Tantrica (Tantra Sadhana), avente come scopo ultimo il raggiungimento di una perfetta identificazione con il Divino. Durante il percorso, è possibile creare una comunione telepatica con la sfera di forza della Grande Forza Cosmica ed avere il risveglio delle capacità paranormali latenti, l’armonizzazione dell’esistenza, il superamento delle difficoltà della vita, l’eliminazione dell’ignoranza e della sofferenza. Realizzare questa Tantra Sadhana, non vuol dire evitare le prove e le difficoltà della vita isolandosi da tutto e tutti per raggiungere così la perfezione spirituale, al contrario, la devozione piena di fervore delle Dieci Grandi Forze Cosmiche è bene praticarla nel quadro della vita quotidiana, al fine di controllare e poi trascendere completamente i problemi e le sofferenze con le quali la maggior parte degli uomini si confrontano. Meditare con devozione sulle Dieci Grandi Forze Cosmiche significa inoltre riconoscere il Divino in ogni cosa e dentro di sé, eliminare l’illusione (Maya) per poter raggiungere quello stato d’unione profonda con la Realtà Suprema di Dio Padre la cui natura è: SAT-CIT-ANANDA (Pura Esistenza, Pura Coscienza, Pura Beatitudine). dieci-riflessi-di-Dio_specchioLe Dasha Maha Vidya rappresentano i fondamentali pilastri della Conoscenza, le 10 Energie Universali, che risiedono nel Microcosmo e nel Macrocosmo e che ne regolano l’intera esistenza. Queste Dee sono considerate come entità divine femminili benevole, occupano il più alto posto nella struttura piramidale dell’Universo perché hanno una conoscenza molto vicina a quella di Dio Padre. Esse “riflettono” i 10 aspetti del Divino nella manifestazione e sono conosciute come: Kali, Tara, Tripura Sundari, Bhuvaneshwari, Tripura Bhairavi, Chinnamasta, Dhumavati, Bagalamukhi, Matangi, Kamalatmika. Esse possono avere innumerevoli manifestazioni “benevole” o “terrificanti”; tuttavia questa divisione tra i due aspetti delle divinità è assolutamente convenzionale, poiché tutte e 10 le Maha Vidya sono da ritenersi complementari e l’azione di ciascuna è sempre necessaria. La funzione principale delle divinità definite “terrificanti” è quella di “uccidere”, di “distruggere”, di “annientare” e quindi di estirpare radicalmente l’ignoranza e le bramosie dell’ego dall’essere, il che non è sempre un processo indolore, ma comunque necessario. Il compito delle divinità definite “benevole” è quello di elargire il più possibile la Conoscenza e l’Amore per essa, e senza Amore per la Conoscenza nessun cammino spirituale potrà giungere alla meta finale. Ognuna delle Dieci Grandi Forze Cosmiche ha la propria Sadhana specifica che a sua volta comprende, in sintesi, tre elementi fondamentali:  1) l’adorazione dell’immagine della Dea (in altre parole, della Grande Forza Cosmica scelta per l’adorazione), 2) la focalizzazione sul suo yantra specifico (rappresentazione geometrica che corrisponde al campo di energia sottile della rispettiva Grande Forza Cosmica), 3) l’emissione mentale (laya yoga o japa yoga) del Mantra della Grande Forza Cosmica.  L’aspirante che si orienta pieno di Amore verso le Dieci Grandi Forze Cosmiche eleva la propria coscienza, nella quale ogni parte si compenetra in tutte le altre in modo armonioso per conferire l’immagine del Tutto. Questo aspetto, nell’essere è evidenziato soprattutto dal risveglio e dall’ascensione dell’energia cosmica infinita, Kundalini Shakti. Kundalini può trovarsi a livello di Muladhara Chakra in uno stato latente o diventare attiva (per es. attraverso la pratica spirituale d’adorazione di una Grande Forza Cosmica, adorazione piena di aspirazione e fede) nella struttura sottile dell’essere, purificando, dinamizzando ed elevando tutti i piani corrispondenti di coscienza (chakra), fino al livello di Sahasrara Chakra (nella zona della fontanella). Questa polarizzazione dell’attività di Kundalini ha però un corrispettivo opposto nell’essere umano. Così, quando Kundalini Shakti è “addormentata” al livello di Muladhara Chakra (alla base della colonna vertebrale), l’essere umano è, in un certo senso, “sveglio” per il mondo esteriore, che è illusorio ed effimero in rapporto alla Realtà Suprema Trascendente. Al contrario, quando Kundalini si “sveglia”, diventa dinamica, ascendendo e unendosi infine, al livello di Sahasrara Chakra, con la Suprema Coscienza di Shiva, che qui ha una natura (e)statica, lo yogi diventa “morto” per il mondo esterno ma sorprendentemente lucido e sveglio in rapporto alla Realtà Divina, identificandosi pienamente con essa.
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