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La notte di Maha Shivaratri

aprile 12th, 2010 Posted in Shivaismo
Maha Shivaratri è la notte spirituale di Shiva, essa è considerata la più importante e la più sacra dell’anno. Maha Shivaratri viene “celebrata” nella notte che precede il giorno di luna nuova tra febbraio e marzo, nel mese che il sistema astrologico indiano chiama Phalguna. In questa occasione gli adoratori di Shiva digiunano per l’intero giorno e vegliano durante la notte, realizzando meditazioni, Laya Yoga con il mantra di Shiva e adorando Shiva attraverso il simbolo dello Shiva Lingam, aspirando con tutto il loro essere alla fusione con Paramashiva, Dio Padre. Maha_Shiva_Ratri-indiaI Veda affermano: "il Signore Dio Onnipotente ed Onnipresente risiede da sempre - in gran segreto - nel cuore di tutte le creature. Colmo di grazia, bontà ed amore egli offre la liberazione spirituale a tutti gli esseri coscienti, che si rivolgono a Lui con amore”. I devoti a Shiva, non limitano la loro pratica di adorazione in occasione di Maha Shivaratri, essi realizzano ogni giorno la puja (adorazione fervente) solitamente recandosi nei luoghi di culto. Durante la notte di Shivaratri nell'ashram di Swami Shivananda a Rishikesh (India), i devoti festeggiano seguendo un preciso rituale: Digiunano completamente per l’intera giornata, partecipano ad una grande cerimonia spirituale, finalizzata a portare pace e benessere all’umanità, realizzano quasi ininterrottamente il japa yoga con la formula AUM NAMAH SHIVAYA, partecipano per tutta la notte ad una veglia collettiva nel tempio, nella quale ripetono all’unisono il mantra AUM NAMAH SHIVAYA, e contemplano lo Shiva Lingam per 45 minuti ogni 3 ore. Inoltre il maestro spirituale trasmette agli aspiranti preparati l’iniziazione Sannyas Diksha, accordando loro il titolo di sannyasin Maha_Shiva_Ratri-ShivaCome i devoti dell’india, anche noi possiamo vivere appieno questa notte di profonda adorazione, meditando e ricordando che l’obiettivo della nostra pratica spirituale è quello di realizzare qui ed ora il Divino. Meditiamo quindi focalizzandoci con aspirazione sulla cima della testa (descritta nelle antiche scritture come la cima del monte Kailash) nella zona della fontanella, sede del centro di forza supremo Sahasrara, vivendo quanto più possibile l’ineffabile fusione con Shiva, la Coscienza Suprema Divina. Realizzare il digiuno, ci aiuterà a percepire l’estasi della comunione con Shiva, l’onnipresente. Descriviamo di seguito due esempi di meditazione interiore, giornaliera, che viene tradizionalmente realizzata per l'adorazione di Shiva: 1 "Venero colmo d'amore la sublime gemma del mio Sé Divino Eterno, Atman. Adoro fervidamente Shiva, che si trova da sempre nel Loto del mio Cuore. Lo imbevo nell'acqua cristallina della mia mente purificata, acqua immacolata che scorre dal fiume inesauribile della fede e della devozione. Adoro Shiva ADESSO, con i fiori profumati dello stato di Samadhi (l'estasi divina). Faccio tutto questo con aspirazione, per elevarmi eternamente dall'egoismo, dall'ignoranza e dalla sofferenza". 2 "O Shiva, Tu davvero risiedi da sempre in me, nel mio Sé Immortale (Atman). La mente avvolta dall'amore che ti porgo è Parvati, la tua adorata Shakti (l'energia femminile manifestatrice). Le mie energie praniche sono al Tuo servizio. Il mio corpo è la Tua casa. Il mio agire in questo mondo, i cui frutti sono a Te offerti in modo incondizionato, sono altrettanti atti di adorazione per Te. Il mio sonno è Samadhi (l'estasi divina). I miei passi avvengono solo attorno a Te. La mia parola divinamente ispirata è una preghiera verso di Te. Qui ed ora, pieno d'affetto e modestia ti porto in offerta tutto quello che sono stato e che sono". Alla luce di quanto detto, dobbiamo comprendere che nella notte di Maha Shivaratri è importante essere e manifestare uno stato interiore di felicità ed avere un cuore ardente per il desiderio di Dio. E’ bene in questa notte dimenticare le preoccupazioni della vita quotidiana e le sofferenze passate e presenti. In questa notte, per chi riuscirà a vivere lo stato di fusione con Shiva, basterà chiedere per ricevere.
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