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Lo stato di shakti

giugno 15th, 2011 Posted in Tantra Yoga
In sanscrito Shakti vuol dire ENERGIA. Un’energia in grado di creare, distruggere e modellare. Un’energia che può assumere infinite forme e sfumature. Questa energia è l’aspetto femminile dell’universo, quello che in molte culture antiche viene rappresentato simbolicamente dalla Yoni, cioè l’organo sessuale femminile. Tutto ciò che esiste nell’universo è stato creato per mezzo della Yoni. In che modo? Questo è il Mistero. E tale è destinato a rimanere. La donna è una scintilla della Grande Madre e, come Lei, ha il potere di creare. La donna quindi rappresenta il Mistero stesso. Ogni lembo del suo corpo parla di questo mistero fatto di mondi inesplorati, mari, laghi, vallate, pianeti, soli. E il corpo vitale e armonioso di una donna, consapevole della sua bellezza, è un invito alla scoperta di questi universi. Ma di questa bellezza, di questo mistero la donna è stata sempre consapevole? E la società, nella storia, ha mai saputo rispettarla in quanto tale? Nelle società arcaiche vigeva un potente matriarcato in cui la donna era rispettata e venerata sotto forma di Dea Madre. Già nel medioevo l’aspetto femminile viene percepito in due modalità: l’una angelica e spirituale, l’altra maligna e stregonesca. La donna perde il potere di decidere qualsiasi cosa, piegata al volere dell’uomo. Nel seicento le donne che si ribellavano alle regole sociali e al volere dell’uomo venivano accusate di stregoneria. Avevano due possibilità: vivere tra le mura domestiche o in un convento. Nell’Ottocento la donna torna alla ribalta, nella veste di lavoratrice. Assume un ruolo sociale importante. Il Novecento è l’anno delle suffragette e del movimento femminista che vede la donna conquistare la sua libertà e la sua indipendenza economica, giuridica, politica, sessuale. Ma il voler acquisire gli stessi diritti dell’uomo non necessariamente equivale a identificarsi con l’uomo stesso. Assistiamo sempre più frequentemente a un’inversione di ruoli: donne più mascoline e uomini più effeminati; il che si riflette in uno stato di malessere a livello sia del singolo sia della società e dell’intero pianeta. Bisogna ristabilire la giusta polarità e complementarietà, che riguardano il ruolo maschile e femminile, con una profonda visione spirituale. La donna deve riappropriarsi della sua identità e di tutte le sue qualità: traboccante vitalità, bellezza e armonia sia esteriore che interiore (a livello dell’anima), intelligenza, compassione e potere di amare, sensualità, senso dell’umorismo, intuizione superiore, creatività, raffinatezza, forza spirituale. Risvegliando in sé queste qualità, risvegliando lo stato di Shakti, le energie benefiche del macrocosmo possono manifestarsi appieno attraverso lei, contribuendo a una trasformazione spirituale planetaria. E’ importante riconoscere che il modello di bellezza anoressica proposto dalla società moderna è un modello malato. L’ideale divino femminile deve, al contrario, traboccare di vitalità grazie a un corpo sano, forte e armonioso. Non ci dimentichiamo che la donna dà la nascita e la vita, e una forma sterile non ha mai dato vita a qualcosa, né evolve attraverso stati superiori di esistenza. Una donna senza vitalità non irradia bellezza né dell’anima né del corpo perché ha perso la connessione con il Divino Archetipale. Inoltre è facilmente dominabile in quanto debole anche a livello mentale oltre che fisico e spirituale. Il corpo fisico è importante, va curato, perché è il tempio della nostra Anima che attraverso esso si manifesta. La tradizione Tantrica accorda alla donna un ruolo centrale, credendo che Shakti sia l’iniziatrice del cammino spirituale. Proprio come la maggior parte delle antiche tradizioni esoteriche, il Tantra elogia il sacro potere dell’aspetto femminile. Nell’animo di ogni donna risiede una Dea. L’antico Egitto, la Grecia, il Tibet e la Cina. Tutti abbracciano questa visione fondamentale. Per raggiungere lo stato di Shakti è importante seguire un sistema di valori come quello fornitoci dal piano etico morale nella yoga: Yama e Niyama. Le donne che cercano di manipolare gli uomini infrangono una delle prime regole: Ahimsa, la non violenza, e violando il libero arbitrio dell’altro con la menzogna infrangono anche Satya, la verità. Ricordiamoci che il significato profondo di Ahimsa va al di là della non violenza, estendendosi all’amore incondizionato verso il prossimo. Il comportamento della donna che cerca di ottenere i propri scopi tramite inganni e menzogne manifesta uno stato di impurità mentale, infrangendo così anche Saucha, la purezza. Le donne gelose e possessive non rispettano Aparigraha, il non attaccamento. Le scenate di gelosia manifestano una mancanza di autocontrollo andando a infrangere Brahmacharya (trasmutazione e sublimazione del potenziale sessuale) e Ishvarapranidana (adorazione del divino), perché una donna è gelosa solo quando tutto ciò che è sacro e divino è lontano dal suo cuore. Le donne che usano la propria bellezza e sensualità col solo scopo di sedurre altri uomini, seppur impegnati in altre relazioni, infrangono Asteya (non rubare). Le donne che, scontente, pretendono senza accontentarsi mai, infrangono Santosa, la contentezza e sono lontane dal fuoco dell’aspirazione Tapas, fuoco con il quale dovrebbero superare ogni difficoltà nella coppia e imparare a dimostrare il proprio amore. La vera donna applica e rispetta tali valori etici. Ama a 360 gradi sebbene con discernimento. Coltiviamo la nostra Dea interiore e riappropriamoci della nostra identità. 
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