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L’importanza dell’acqua per il corpo

marzo 27th, 2014 Posted in Articoli Salute

"Laudato si' mi  Signore per sora Acqua,

la quale è multo utile et humile et pretioza et casta"

(S. Francesco d' Assisi)

 L'acqua è un elemento straordinario che, pur avendo peculiari caratteristiche e molteplici proprietà, riesce a rimanere semplice, come ci ricorda S. Francesco. Anzi, forse proprio a causa del suo essere tanto duttile ed indispensabile, siamo portati a darla per scontata. Eppure senza acqua non si vive: sono proprio le straordinarie caratteristiche organolettiche di questo elemento ad avere permesso alla vita di svilupparsi. Basti ricordare che il nostro organismo è costituito per circa il 75% di acqua e che possiamo privarci del cibo per più di due mesi, ma non resistiamo una settimana senz'acqua. E' sufficiente che il corpo perda poco più del 20% della sua riserva d'acqua perché sopraggiunga la morte al termine di una dolorosa agonia: il sangue circola con difficoltà, la capacità di trasportare i nutrienti viene compromessa e i muscoli perdono tono, mentre ammoniaca, urea ed acido urico, insieme ad altre sostanze tossiche cominciano ad accumularsi, determinando la morte per autointossicazione.

app-acqua-gratis--460x250Con l'avanzare dell'età aumenta il grado di disidratazione, in quanto la funzionalità dei processi metabolici è rallentata o ridotta. Il contenuto di acqua delle cellule scende infatti al punto che il rapporto fra il volume di acqua interno alle cellule e quello esterno, passa da 1,1 a 0,8. Questa drastica diminuzione compromette l'efficienza delle cellule, determinando l'insorgere di molte patologie tipiche della vecchiaia, come ad esempio l'artrosi. La cartilagine è immersa in una sostanza che contiene molta acqua; quando questa viene a mancare, l'attività lubrificante del fluido si riduce, determinando un sempre maggiore attrito (cioè dolore) fra le superfici interessate dal movimento articolare. La carenza d'acqua determina anche effetti che non ci aspetteremmo: alcune sensazioni quali la paura, l'ansia o l'insicurezza possono essere determinate da un principio di disidratazione. Il cervello è molto sensibile al calo di liquidi, poiché anche se non rappresenta che il 2% del peso corporeo totale, gli è destinato il 18-20% di tutta la circolazione sanguigna. La disidratazione può determinare l'insorgere di stanchezza cronica, svogliatezza e nausea. Queste sensazioni stressanti sollecitano tutte le risorse dell'organismo a rispondere ad uno stato di emergenza. Il corpo entra in crisi, mobilitandosi per combattere o fuggire, rendendo disponibili agli organi primari le sue riserve d'acqua sottraendola alle zone periferiche; il livello complessivo di disidratazione aumenta, generando stress ulteriore e così via.

L'ipertensione è un'altra malattia che dipende da un deficit di liquidi. I vasi sanguigni sono strutturati in maniera tale da far fronte alle variazioni della portata di sangue che li attraversa. Quando i liquidi diminuiscono anche i vasi si restringono di conseguenza, per evitare il rischio di formazione di eventuali emboli. Ciò determina, sul lungo periodo, la chiusura di alcune reti di vasi sanguigni, in modo da garantire un corretto afflusso in quelli restanti.

corpo acquaE' di vitale importanza qundi assicurare al corpo un adeguato  rifornimento idrico, prima che la carenza d'acqua comprometta o deteriori le funzioni vitali. Per fortuna la natura ci ha ben attrezzati a prevenire questa spiacevole eventualità grazie allo stimolo della sete (che si manifesta in primo luogo attraverso l'arsura della gola e della bocca).

Come possiamo orientarci fra le molteplici proposte del mercato? E come scegliere un'acqua davvero salutare?

Molte ditte produttrici di acque minerali pubblicizzano il loro prodotto sottolineandone la quasi assoluta mancanza di sodio, che lo renderebbe ideale nella prevenzione della ritenzione idrica. Non si tratta di pubblicità ingannevole: ciò che viene detto corrisponde senz'altro al vero, ma è quantomeno fuorviante. In moltissime aque minerali oligominerali "normali" il contenuto di sodio è comunque inferiore a 10 mg per litro: una pecentuale perfettamente accettabile e che non rischia in alcun modo di alterare il nostro equilibrio osmotico. Anche bevendone 25 litri al giorno non si arriverebbe che a un quarto di grammo di sodio! Il ché corrisponde solo al 5% della quantità di sodio introdotta giornalmente con la dieta nell'alimentazione occidentale (5g). Certo possiamo risparmiare anche questa piccola percentuale facendo uso di acqua senza sodio... ma probabilmente possiamo ottenere risultati migliori cercando di correggere le nostre abitudini a tavola non salando eccessivamente i cibi ed evitando quelli troppo salati.

yoga cascataL'etichetta dell'acqua minerale, che per legge deve riportarne le specifiche chimiche, fisiche ed organolettiche, è un'ottima fonte di informazioni, ma spesso non si sa come interpretarle. La legge italiana stabilisce inoltre che l'acqua minerale venga imbottigliata così come esce dalla sorgente e che non possa subire alcun tipo di trattamento. Tuttavia anche se si tratta di acqua microbiologicamente pura, può contenere residui minerali in qualsiasi quantità. Questa percentuale, espressa in mg/l è detta residuo fisso: si tratta di un residuo secco che rimane dall'evaporazione a 1800 di un litro d'acqua. Quanto più quest'indice è basso, tanto più l'acqua è pura e benefico il suo effetto sui nostri organi emuntori. Per legge il residuo fisso non può eccedere i 500 mg/l, ma sarebbe meglio orientarsi su acque che mantengano questa percentuale inferiore ai 30 mg/l. L'etichetta riporta anche altri indici particolarmente indicativi:

a) il valore del pH: il valore più appropriato è compreso fra 6,4 e i 6,8. Un valore più basso (quindi troppo acido) a lungo andare può portare problemi di acidità gastrica, uno più elevato accelera il processo di ossidazione delle cellule;

b) i nitrati: l' assunzione di nitrati comporta il rischio che all'interno dell'organismo si formino delle sostanze dette nitrosammine, che allo stato attuale delle ricerche risultano potenzialmente cancerogene. Il contenuto di nitrati dovrebbe essere inferiore a 5 mg/l. E' bene diffidare delle acque sulla cui etichetta questo valore non è riportato, dal momento  che l'unico valido motivo per ometterlo sarebbe che è troppo elevato;

c) la provenienza: date la preferenza a fonti di montagna, che sgorgano in parchi naturali o zone protette: è bene evitare le acque che provengono da zone di agricoltura intensiva o molto industrializzate;

d) la data di scadenza: la durata di un'acqua minerale dipende dal tipo di contenitore e dalle modalità di conservazione. Per le acque in bottiglia di vetro si calcolano 2 anni dalla data di imbottigliamento, per quelle nella bottiglia di plastica (Pet, cioè polietilenetereftalato e Pvc, cioè polivinilcloruro) 6-9 mesi. La bottiglia di vetro sarebbe comunque sempre preferibile, in quanto garantisce più a lungo il preservarsi delle caratteristiche organolettiche del prodotto. A contatto con la luce del sole l'acqua si ossida, e la temperatura troppo elevata attira la carica batterica, con conseguente formazione di alghe.

 

Questo articolo è stato tratto interamente, in ogni  sua parte, dal libro "Il grande libro del drenaggio e della purificazione", ed. Zuccari, autrici Federica Romegialli e Viviana Fontanari, pp.17-20.

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