L’apparato genitale femminile: proteggerlo e curarlo dalle comuni infezioni
COME RICONOSCERE E GUARIRE DALLA CANDIDA E DALLE ALTRE INFEZIONI VAGINALI
La candida, così numerose altre infezioni, sono ormai largamente diffuse tra le donne e sono responsabili di non pochi disturbi. Numerosi sono i rimedi farmacologici messi a disposizione, ma non sempre permettono una completa guarigione. In molte sono costrette a sottoporsi ciclicamente a estenuanti cure perché soggette a ricadute. Accanto a questi rimedi sintetici, la natura con le sue meraviglie, ci regala tante possibilità di cura, che un uomo attento ed intelligente può sfruttare a suo favore. Prima di identificare le possibili cure è bene dare dei cenni di anatomia e fisiologia dell’apparato genitale femminile. Questo è necessario per poter comprendere come e perché si instaurano le malattie, candida compresa. E’ infatti, dal rapporto che la vagina ha con gli organi vicini che sviluppa ben precise patologie. ANATOMIA La vagina è posta nella piccola pelvi e in parte nel perineo. E’ in rapporto: anteriormente con vescica ed uretra, posteriormente con il retto. Microscopicamente è costituita da cellule epiteliali e ghiandole di Bartolini e Skene. L’epitelio vaginale è molto sensibile al tasso ematico degli ormoni sessuali, pertanto presenta durante il ciclo mestruale notevoli modificazioni, tanto che si può parlare di ciclo vaginale. FISIOLOGIA La vagina produce un secreto vaginale normale costituito da:- Secrezioni delle ghiandole di Bartolini e Skene
- Trasudato della parete vaginale
- Cellule epiteliali esfoliate
- Muco cervicale
- Fluido endometriale e tubarico che comprende la cellula uovo e tutto ciò che l’accompagna
- Rari leucociti
Il pH vaginale è ≤4,5 (3,5). In realtà, questo pH acido si trova nelle donne in età fertile. L’obiettivo di tale valore è quello di impedire la crescita di batteri per lo più patogeni che, solitamente richiedono un pH intorno a 7,4 per proliferare. Il pH è mantenuto così basso da una particolare specie batterica presente in vagina: il LACTOBACILLO DI DÖDERLEIN. Questo microrganismo non patogeno, è un abitante prezioso dell’apparato genitale femminile. Esso libera acido lattico dal suo metabolismo abbassando il grado di acidità vaginale così da mantenerlo intorno a 4. Il Bacillo di D. cresce e si moltiplica a questo valore di pH, impedendo lo sviluppo di altre specie batteriche.
Basterebbe analizzare il pH vaginale per stabilire con buona approssimazione quale batterio può provocare vaginite.
- TRICHOMONAS 4 ≤ pH ≤ 7,5
- HAEMOPHILUS VAGINALIS 5 ≤ pH ≤ 7,8
- CANDIDA 5,5 ≤ pH ≤ 6,8
- GONOCOCCO 6,8 ≤ pH ≤ 8,5
- STREPTOCOCCHI 5,8 ≤ pH ≤ 7,8
- Rapporti sessuali con persone infette.
- Passaggio di germi dall’intestino o per scambio di accessori infetti, come spesso accade tra madre e figlia. In particolar modo questo è vero per la Candida, il Trichomonas, l’E.Coli e le Clamidie.
- Alimentazione squilibrata: a base di latte sterilizzato, formaggi fusi, verdura e frutta cotta, pane bianco a lievitazione chimica, conserve e scatolame, cereali raffinati. Eccesso calorico e carenza di fibre grezze. Quest’ultime in particolar modo garantiscono il mantenimento nell’intestino di un ambiente acido, indispensabile affinché le feci vengano quotidianamente espulse. Un ristagno fecale eccessivo porta ad una congestione sanguigna del distretto pelvico, ad un aumento dei fenomeni fermentativi e putrefattivi, a una produzione eccessiva di scorie tossiche, con conseguente modificazione della flora batterica. Eccesso di proteine , grassi animali e zuccheri. Negli ultimi anni il consumo di questi alimenti è notevolmente aumentato, tant’è vero che sono aumentati i casi di uremia e diabete mellito. Malattie metaboliche che si ripercuotono su tutto l’organismo. Nell’uremia ho contaminazione da agenti tossici, nel diabete ho diminuzione delle funzioni del sistema immunitario che predispone alle malattie, vaginosi comprese!
- Terapie con antibiotici, che in realtà non uccidono solo quello che è patogeno, ma anche ciò che è proprio dell’organismo.
- Anemia da carenza di ferro. Va ricordato che il ferro serve per sintetizzare l’emoglobina, il trasportatore dell’ossigeno ai tessuti, e l’ossigeno è indispensabile per la produzione di energia . E’ noto che una sua carenza determina disturbi a tutti i livelli.
- Eventi stressanti che predispongono all’insorgenza di malatie infettive. Per questo è bene rallentare un po’ il ritmo ed accostarsi a tecniche di rilassamento, allo yoga…
- Contraccettivi orali e corpi estranei: IUD, diaframmi, tamponi, che diminuiscono la presenza del bacillo di D.
- Cortisone perché deprime il sistema immunitario.
- Eccessiva pulizia.
- Stitichezza: in base ai rapporti anatomici presenti tra vagina e retto, si deduce che una modificazione della flora intestinale si ripercuote su quella vaginale.
- Virus: Herpes simplex di tipo II Citomegalovirus
- Batteri: Streptococco ß emolitico Gonococchi (in particolare la N.Gonorreae trasmessa per via sessuale)
- Micoplasmi
- Clamidie
- Protozoi tra cui il Trichomonas.
- Prurito e infiammazione dei genitali esterni e del primo tratto della vagina.
- Bruciore delle vie urinarie,sia durante la minzione che non.
- Perdite vaginali di cattivo odore, spumose e di colore verdastro. Talvolta, per la presenza contemporanea di più batteri, le perdite possono essere di colore biancastro.
- Irritazione anche della parte interna delle cosce se le perdite sono molto abbodanti.
- Dispareunia (rapporti sessuali difficili o dolorosi).
- Miceti: in particolare la Candida Albicans. Questo è un fungo le cui spore si trovano diffuse in molti ambienti (piscine, saune…) ma anche su panni ed indumenti. Nell’organismo è presente in 2 modi: in forma di lievito e in forma sporigena. La forma di lievito è presente nell’intestino e nella vagina di molti soggetti in condizioni di assoluto benessere,ossia è portata in modo asintomatico.
- Irritazione, prurito e bruciore dei genitali esterni e della parte iniziale della vagina.
- Colorazione rosso vivo delle parti infiammate.
- Perdite vaginali di colore bianco,con consistenza simile alla ricotta e dal tipico odore di lievito.
- Frequente coinvolgimento infiammatorio dell’ultimo tratto dell’apparato urinario,con stimoli ripetuti a urinare e bruciore durante la minzione.
- Dispareunia.
L’alimentazionne può venirci incontro nella prevenzione delle vaginiti.
Ecco un elenco di elementi e cibi utili:
Vitamina A: ha la funzione di proteggere tutte le superfici interne ed esterne del corpo. Si trova sottoforma di carotene in molti vegetali di colore rosso, arancione e verde scuro. Ad es. carote, cipolle,spinaci,patate,cereali integrali,limoni,mandorle…
Vitamine del gruppo B: indispensabili per la normale crescita degli elementi del sangue, la loro assenza determina infiammazioni di mucose, nervi, screpolature e pruriti vaginali. Si trovano nei cerali integrali, nel lievito di birra, germe di grano, mandorle, polline…
Vitamina E: vitamina della fertilità e dell’apparato genitale. Mantiene integre le strutture cellulari. Antiossidante. La sua assenza determina un difettoso funzionamento dell’apparato genitale femminile con infiammazioni, prurito e secchezza. Si trova nei cereali integrali, germe di grano, semi oleosi,polline,legumi…
Vitamina F: gruppo di acidi grassi essenziali, cioè che l’organismo non produce da solo e pertanto devono essere assunti con l’alimentazione (es.ac.linoleico, ac. α linolenico e ac.arachidonico). Ottimi antitumorali, mantengono integre le pareti cellulari, prevengono l’aterosclerosi e gli infarti. Si trovano negli oli vegetali spremuti a freddo.
Una netta prevalenza nella dieta di alimenti vegetali, garantisce il mantenimento nell’intestino di un ambiente acido e, l’acidità intestinale è indispensabile per eliminare le feci senza problemi. Un ristagno fecale porta sia alla congestione sanguigna del distretto pelvico , sia all’aumento dei fenomeni fermentativi e putrefattivi con eccessiva produzione di scorie tossiche e conseguente modificazione della flora batterica che necessariamente porta ad un processo di autointossicazione. Ne segue un indebolimento dell’immunità naturale e lo sviluppo di patogeni. Un’alimentazione con proprietà disintossicanti e curative delle infiammazioni della vagina comprende:
- Basso consumo di proteine animali (carne,uova,formaggi…)
- Basso consumo di grassi animali
- Uso di cereali integrali
- Eliminare cibi con additivi
- Consumo quotidiano di frutta fresca e verdure di stagione
- Sale marino integrale
- Lavare i genitali dalla vagina verso l’ano e non viceversa.
- Per la pulizia dei genitali è meglio usare le mani e non spugnette. Le mani si possono disinfettare più facilmente.
- Non utilizzare collant, almeno nel periodo dell’infiammazione e slip in fibre sintetiche. E’ preferibile utilizzare cotone che permette una buona circolazione dell’aria e impediscono che si crei un ambiente caldo-umido,estremamente favorevole allo sviluppo di batteri.
- Evitare gli indumenti troppo attillati, perché lo strofinamento continuo dei genitali esterni favorisce l’infiammazione delle mucose e la seguente probabile infezione.
- Achillea
- Alchemilla
- Eucalipto
- Lavanda
- Fiori di melograno
- Malva
- Foglie di noce (da non assumere con altri rimedi se non dietro consiglio medico perché incompatibile con alcuni vegetali)
- Piantaggine
- Prezzemolo
- Foglie di rovo
- Salvia (da non utilizzare durante l’allattamento perché inibisce la montata lattea)
- Timo
Accanto all’uso di lavande è bene consumare anche infusi di queste piante. D’altra parte questi preziosissimi elementi del mondo vegetale hanno anche altre proprietà curative, è bene quindi consultare un esperto per farsi indicare quale trattamento è più idoneo.
Un valido aiuto ce lo fornisce anche l’argilla. Antisettica e battericida, nonché formidabile cicatrizzante. In caso di infezioni vaginali sono utili:
- Cataplasmi di fango argilloso che contribuiscono a moderare la temperatura interna e i fenomeni fermentativi, ristabilendo quindi le condizioni favorevoli per un normale svolgersi delle attività digestive.
- Assunzione per bocca : in un bicchiere d’acqua si mette a sciogliere per 8-10 h 1 cucchiaino d’argilla verde ventilata. Si beve a digiuno per 3 settimane. La cura può proseguire per 10 gg al mese specie nei casi di vaginiti o cistiti che cronicizzato.
- Irrigazioni vaginali: per ogni litro di decotto si aggiunge 1 cucchiaio d’argilla.
FONTI: Cure naturali della candida e delle altre infezioni vaginali di Francesco Baciga
Carlotta
