Home » Spiritualità » Conoscere se stessi » La volontà personale e la volontà divina

La volontà personale e la volontà divina

dicembre 5th, 2011 Posted in Conoscere se stessi
Alla voce “Volontà”, nel dizionario della lingua italiana troviamo la seguente definizione: "la capacità di una persona di raggiungere con determinazione un obbiettivo proposto, senza lasciarsi condizionare da fattori esterni". Aggiungiamo a questa definizione che, dal punto di vista della funzionalità cerebrale, la volontà può essere distinta in tre principali atteggiamenti: Conscio, Subconscio e Inconscio che corrispondono rispettivamente agli emisferi cerebrali superiori, al talamo e ipotalamo e al sistema sottocorticale basale (1).           La volontà si può manifestare in diverse forme, dalla volontà istintiva di sopravvivenza fino alla volontà di potenza, descritta molto bene dal filosofo Nietzsche e che degenera nel Super-Ego (1). Un esempio appartenente a quest'ultima categoria è il comportamento deviato di Hitler, che porta alla manipolazione della volontà di altre persone, comportamento fondato su una totale mancanza di rispetto e di amore nei confronti di sé stesso e degli altri. Lo Yoga ci insegna che  questa deviazione della coscienza è dovuta a un eccesso di energia sul centro di forza Manipura Chakra (nella zona dell'ombelico) dove effettivamente la volontà risiede ma, per amplificare e armonizzare l'energia della volontà, si deve lavorare sui tutti i centri di forza, non solo su Manipura (possiamo farlo praticando le posture e la meditazione). La volontà di una persona può essere fuorviata attraverso la disinformazione e l'indottrinamento o potrebbe essere addirittura plasmata, come avviene con l'ipnosi, con i metodi subliminali di “lavaggio del cervello”, con l'assunzione di droghe, ecc. In questi casi la libera volontà cosciente, viene sopraffatta, perde il controllo ed è relegata ad agire a livello del Subconscio o, ancora più  profondamente, a quello dell'Inconscio (1). Lo yoga ci mette a disposizione tutti mezzi per diventare padroni di noi stessi, per sviluppare il discernimento e amplificare l'attenzione e la lucidità e tutto questo aiuta nel preservare la propria forza di volontà e la tiene al riparo da manipolazioni esterne. Dall'altro lato, anche chi è investito del compito di guidare altre persone (sia un genitore, un insegnante o un capo di stato), deve manifestare una grande maturità, una profonda conoscenza e un forte senso di responsabilità al fine di non ledere la libertà altrui, il contrario significherebbe infrangere le stesse leggi divine.   Chi ha una grande forza di volontà, orientata beneficamente e in modo consapevole, arriva ad avere un notevole controllo su sé stesso e sulla propria vita, dando al destino l'impronta che desidera; al contrario, chi ne ha poca, tende a vivere in modo passivo e inconcludente. Nello specifico di chi pratica yoga, una Sadhana realizzata bene ed eseguita fino in fondo rafforza la volontà mentre, un Tapas consacrato ma non portato a compimento la indebolisce. In generale, tutte le volte che non portiamo a termine quelle cose che ci proponiamo di fare perché utili e benefiche, non facciamo altro che indebolire l'energia della volontà. Coltivare la forza di volontà permette inoltre di non essere più indecisi né di sentirsi impotenti davanti a una situazione da risolvere, porta a un atteggiamento fermo e verticale che implica la grande forza di agire con decisione e in modo costante.            La pratica yoga ci aiuta a prendere coscienza dell'energia della volontà, a risvegliarla e amplificarla al massimo; realizzare infatti le posture dell'Hatha Yoga, mantenerle a lungo in uno stato di silenzio mentale, senza pensieri, focalizzati, attenti e allo stesso tempo abbandonati alla postura stessa -facendo così lavorare corpo e mente in sinergia- sono modalità  per utilizzare questa forza interiore come luce della nostra anima e farne anche un'arte. Quest'energia gioca poi un ruolo fondamentale nella realizzazione delle tecniche di concentrazione e di purificazione oltre che nella meditazione ed è così importante che arriva a modificare anche l'istinto. Ne consegue che una buona pratica yoga ha alla base una volontà d'acciaio e tanto più una persona pratica yoga quanto più la sua volontà si amplifica facendone un essere libero e consapevole. La mente diventa così uno strumento con cui evolvere spiritualmente, riuscendo a compiere il proprio destino e usando l'energia della volontà come "carburante" per eseguire nello stesso tempo una Volontà superiore: quella di Dio.   Una mente che ha come sostegno la volontà, può persino compiere dei miracoli agendo sui condizionamenti fisiologici (pensiamo ad  esempio alla forza di una madre che per salvare il figlio è capace di sollevare pesi incredibili) o può allo stesso modo influire su alcune debolezze organiche e così favorire la guarigione di malattie, tant'è vero che ogni medico con esperienza nel campo delle malattie cosiddette “incurabili” sa che la volontà di vivere influenza positivamente il benessere sia fisico che psichico di una persona e che la sua sopravvivenza spesso dipende dal desiderio che ha di vivere più che dalla somministrazione dei farmaci.   E' poi interessante notare che, nella fase iniziale di alcune azioni o progetti, quando si agisce come sotto l'impulso di una forte passione, l'essere umano si muove avvolto da una magia: tutto sembra più facile e i  risultati sono straordinari. Si tratta di un mistero per molti. Per esempio, nel  caso specifico dell'inizio del cammino spirituale nessuno sa spiegare esattamente lo stato ineffabile di aspirazione verso Dio provato dall'aspirante sincero né cos'è che produce quel brivido divino all'interno dell'uomo;  quando invece l'entusiasmo iniziale si spegne, quando non c'è più quell'attrazione magnetica verso ciò che si deve compiere o quando a volte Dio si nasconde da noi in attesa che continuiamo la nostra evoluzione con lo stesso fervore, allora in certi momenti ecco cosa dobbiamo fare per riportare la magia nella nostra vita e attirare nuovamente su di noi la Grazia di Dio: prendere coscienza con distacco della situazione, darsi un impulso, rapportarsi a quella energia dell'inizio descritta, rievocare gli stati sublimi vissuti appunto all'inizio e lavorare con tenacia per riaccendere il fuoco interiore. Lo strumento per fare tutto questo è la forza di volontà.   Non esisterebbe vita senza l'energia della volontà, questa scorre nelle "vene" di tutto ciò che ci circonda, in ogni cosa creata dall'uomo all'interno del suo essere e all'esterno. Guardiamoci intorno:  palazzi, autostrade, oggetti di uso comune... l'uomo ha inciso in tutto la sua volontà di creare,  imitando inconsapevolmente l'atto di creazione divino. Esistiamo come conseguenza di un atto di volontà, ma non illudiamoci che questa sia solo umana e sia sufficiente per disegnare il nostro destino; anche se a volte l'essere umano agisce in funzione dei propri piani e desideri, esiste una volontà superiore alla sua, la Volontà di Dio e Dio ci ama così tanto da lasciarci completamente liberi di scegliere di seguire la Sua Volontà o di vivere indipendentemente da essa. L'atto di creazione umana tramite l'esclusiva volontà dell'uomo è effimera come tutto ciò che ci circonda e in questo senso la Volontà di Dio ci ricorda che esiste qualcosa di durevole, di permanente ed eterno.          Molti di noi affermano di voler fare la Volontà di Dio, ma in realtà, davanti a una scelta, decidono ciò che fa loro più comodo o piacere. Non è sempre facile sapere qual è la Volontà Divina per la nostra vita, risulta a volte addirittura un grande mistero. Il modo più semplice per conoscere la Volontà di Dio è abbandonarci alla parte più bella e più elevata del nostro essere cioè a Dio stesso. La capacità di abbandonarsi incondizionatamente alla  Volontà di Dio è il risultato della propria forza di volontà interiore perché abbandono e forza di volontà vanno insieme: attraverso una grande forza di volontà si può ottenere la capacità di abbandonarsi incondizionatamente e l'abbandonarsi incondizionatamente amplifica a sua volta la forza di volontà (2), in una spirale di continua crescita. L'energia della Volontà Divina ha una frequenza di vibrazione molto elevata e abbandonarci ad Essa significa innalzare la nostra anima, nutrire e vivere il sentimento di unità che esiste tra un padre o una madre e suo figlio.   Gesù ci insegna che la preghiera per conoscere la volontà del Padre occupa il primo posto dunque la cosa migliore è lavorare con devozione ogni giorno, risvegliare e amplificare l'aspirazione verso lo stato di santità usando tutti i mezzi che abbiamo a disposizione: la realizzazione corretta della consacrazione, la pratica dell'Hatha Yoga, la meditazione, la preghiera, il digiuno.   Diventare dei canali per manifestare l'energia divina, offrire con tutta l'anima i frutti delle nostre azioni a Dio, non essere attaccati ai risultati e neanche esaltarli, essere riconoscenti a Dio per tutto ciò che ci offre, ringraziare sempre gli esseri tramite i quali Dio agisce... tutto questo equivale a  servire Dio e a non cadere nella trappola di servire l'ego personale. Quando siamo servi dell'ego siamo gonfi di orgoglio e ci sentiamo padroni del mondo, abbiamo un senso di superiorità, quando invece seguiamo la Volontà di Dio non esiste senso di superiorità né di inferiorità, non siamo separati dal resto del mondo ma al contrario sentiamo solo unità perché Dio agisce in noi e attraverso di noi e in quel momento la nostra coscienza si espande fino a farci sentire parte del tutto.   Abbiamo già detto che la Volontà di Dio rappresenta un grande mistero e per capire come Dio guida la nostra vita c'è bisogno di tempo. In questo senso le Sacre Scritture ci offrono tantissimi esempi : "Io sono Giuseppe, vostro fratello, che voi avete venduto per l'Egitto. Ma ora non vi rattristate e non vi crucciate, perché Dio mi ha mandato qui prima di voi per conservarvi in vita".(Genesi 45,4-5). Colui che è stato percosso da innocente, diventa il consolatore di coloro che lo hanno percosso: sembra un paradosso ma questo miracolo si realizza unicamente perché Giuseppe è in grado di leggere la sua vita, innalzandosi al di sopra della sua condizione umana fino a guardare le cose dal punto di vista di Dio. Dal passo riportato ci rendiamo conto che Dio agisce da una prospettiva che supera i confini della vita del singolo uomo, del tempo e dello spazio.   Prendiamo anche l'esempio dei quattro discepoli di Bethabara che si rivolsero a Gesù con un'osservazione: "Signore! Qui si vive molto meglio che in Bethabara! Con ogni probabilità crediamo che anche il povero Giovanni sarebbe lieto di potere, una volta in vita sua, prendere parte a un simile banchetto, rinunciando ai suoi pasti disgustosi di locuste cotte e di miele selvatico!" e Gesù rispose: "Voi non potete ancora capire perché Giovanni debba vivere così; egli vive così perché si compiano le Scritture. Ma tra  non molto avrà una vita migliore (...). Dovrà, d'ora innanzi, diminuire, affinché un Altro cresca!".  Una volta di più capiamo che quando si compie la Volontà di Dio, di fronte ai problemi, Lui ci spianerà il cammino, ci darà tutto ciò di cui abbiamo bisogno e  le difficoltà scompariranno.   A volte Dio ci mette alla prova per vedere se vogliamo veramente seguire la Sua Volontà, talvolta ci dibattiamo tra quello che ci attira e altre possibilità, ma se decidiamo di chiedere a Dio di mostrarci la strada giusta, dobbiamo metterlo al primo posto nel profondo del nostro cuore. Solo così troviamo la pace e ci rendiamo conto che tutto ciò che viene da Dio ci riempe di gioia, benessere e armonia interiore.   Quando ci abbandoniamo totalmente alla Volontà di Dio riceviamo la Sua Grazia.       (1) Paolo Manzelli - "Cervello e volontà" (2) Sri Chinmoi - "La Volontà di Dio"  
Print Friendly