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La Speranza

aprile 25th, 2011 Posted in E' bene sapere
Dovendo definire la Speranza in chiave spirituale, molti direbbero che questa è l’attesa, piena di fede, di Dio Padre che verrà o della beatitudine celeste che un giorno arriverà… La Speranza non è però un bene che ci sarà domani:  Dio è già la perfezione compiuta, la beatitudine suprema è già qui e ovunque in ogni istante. Avere Speranza è quindi essere aperti alla perfezione suprema che ci viene incontro, è essere aperti in ogni momento ai doni che il Signore ci offre e i Suoi doni sono le Sue azioni che devono essere accolte come nostre azioni. È uno stato di passività attiva, è accoglienza e nello stesso tempo azione, è meditazione: la presenza congiunta di “riposo”, serenità e coscienza vigile, attenta. Vivendo con animo puro e con la semplicità di un bambino sperimenteremo lo stato di fiducia incondizionata nella Provvidenza Divina: potrà mai cadere un bambino custodito e protetto tra le braccia del padre che lo ama come la più splendida delle creature al mondo? Paragonato all’Amore che Dio Padre nutre nei nostri confronti, l’amore di un padre per il proprio figlio, seppur profondo e sublime, non è che un pallido bagliore rispetto alla luce splendente del sole. Il Signore ama con una tenerezza indescrivibile tutti coloro che si abbandonano totalmente alle Sue cure e che si arrendono alla Sua volontà. Perché Dio Padre tutto crea e tutto mantiene in un ordine perfetto dall’inizio dei tempi e per l’eternità. "Perciò vi dico: non siate in ansia per la vostra vita, di che cosa mangerete o di che cosa berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? (...) Due passeri non si vendono per un soldo? Eppure non ne cade uno solo in terra senza il volere del Padre vostro. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non temete dunque; voi valete più di molti passeri" (Matteo 6:25; 10:29-31). Abbandonarsi con fiducia è imparare a fluire con gli eventi, consapevoli che tutto è amore e che ogni vissuto, felice o doloroso che sia, è sempre perfettamente integrato e conforme al più perfetto ordine divino. La Provvidenza Divina non è un qualcosa di estemporaneo, è la cura permanente che esercita Dio Padre nei confronti di tutto ciò che esiste. È l’espressione della volontà Divina. Per coloro che offrono incondizionatamente la propria anima a Dio, è un piacere camminare “ad occhi chiusi” là dove la Provvidenza Divina li vuole condurre. La mente umana non è in grado di comprendere le ragioni della Provvidenza, abbandonarsi e lasciarsi condurre da Essa ci porterà sempre su una buona riva. Dio Padre non solo può donarci quanto di più buono al mondo ma vuole farci questo dono; coloro i quali sono legati ai piaceri terreni difficilmente sperimenteranno i tesori dello spirito... I piaceri materiali distraggono, promettono felicità inconsistenti lasciano un senso di vuoto, di perenne insoddisfazione; quanti sacrifici e quanto tempo impiegato... per cosa? Se noi potessimo comprendere la Provvidenza del Signore in tutta la Sua meraviglia, allora il nostro cuore gioirebbe d’amore e contentezza. Le preoccupazioni che ci assalgono in questa vita devono essere superate attraverso la profonda consapevolezza che se anche tutto attorno a noi cambia e si trasforma, rimane nelle profondità del nostro essere uno stato costante di quiete, un vissuto che appare soltanto quando il nostro animo è immerso nella speranza, nella completa fiducia in Dio Padre, che agisce sempre e solo per il bene di coloro che Lo amano. Sia che siamo tristi o gioiosi, in pace o in subbuglio, sia che viviamo nella dolcezza o nel disgusto, che ci bruci il sole o ci rinfreschi la rugiada e anche quando intorno a noi e dentro di noi si verificano i più grandi dispiaceri … la nostra anima deve guardare sempre ciò che piace al Signore, affinché possa trovare la liberazione nella bontà e nella misericordia di Dio Padre.
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