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L’arte di Vivere

luglio 26th, 2010 Posted in Conoscere se stessi
La nostra vita si svolge secondo un certo ritmo monotono, al quale oramai non facciamo più caso. Ci svegliamo, ci rechiamo al lavoro, mangiamo, guardiamo la tv, andiamo a dormire…. Un giorno dopo l’altro, questo “ritmo” imposto dalla società moderna consuma le nostre vite, rendendoci simili a dei robot e facendoci dimenticare l’esistenza della natura gioiosa e felice dell’essere umano. Arriviamo presto a renderci conto di soffrire e, paradossalmente, ad accettare passivamente questa sofferenza. Sentiamo interiormente uno stato di oppressione, di mancanza d’aria, di mancanza di….vita. Però non ci decidiamo a fare niente per cambiare. Questo perché non sappiamo che si può vivere meglio e che la felicità si trova a portata di mano. Ignorando questi aspetti, accettiamo i turbamenti e le angosce come se facessero parte della normalità. Cominciamo così a vivere una vita morta. Prima di tutto abbiamo bisogno di prendere coscienza dello stato in cui ci troviamo, analizzarlo profondamente e poi decidere di agire per cambiarlo. Potremmo alzarci al mattino, andare allo specchio, guardarci e cercare di vedere, di renderci conto di quanto Dio Padre sia stato buono con noi, creando un capolavoro. Perché è così, ognuno di noi, indipendentemente dall’aspetto fisico, dal sesso, o dall’intelligenza, è un capolavoro. Ognuno, a modo suo, è unico e perfetto. Purtroppo però, siamo stati educati a coltivare e ad evidenziare i nostri difetti, in quanto ci hanno inculcato l’idea che “nessuno è perfetto”…Quest’idea, ripropostaci continuamente sotto diverse forme o espressioni, ha costituito un’ottima base di lavoro per il nostro subconscio, che ulteriormente ha fatto in modo che noi potessimo percepire quanto più spesso le nostre “imperfezioni”. Ce ne possiamo rendere conto guardando profondamente nei nostri occhi. Lì, nella profondità degli occhi, vedremo qualcosa che non va. A questo punto, di solito la maggior parte degli esseri “passa ad altre attività”, spostando lo sguardo. Dovremmo allora chiederci: cos’è questo qualcosa che ci fa distogliere lo sguardo? Proviamo a domandarci: sono veramente e completamente felice? Attualmente, a questa domanda è difficile rispondere sinceramente con un SI’. Dovremmo quindi cercare di capire qual è il motivo o i motivi che veramente ci tormentano. questo punto, generalmente, troveremo un sacco di pretesti per non scoprire la verità, daremo quindi la colpa alla vita, al lavoro, al partner, agli amici etc…restano comunque dei pretesti, delle scuse. Se veramente riuscissimo ad avere il coraggio di scoprire cosa ci manca, forse in quel momento cominceremmo a sentirci meglio, perché arriveremmo a scoprire che ciò che ci è sempre mancato ed ha creato quel vuoto terribile dentro di noi, ce l’abbiamo a portata di mano. Dobbiamo solo aprire gli occhi, fare questi piccoli esercizi tutte le mattine, e noteremo come ogni giorno inizieremo a svegliarci ad una nuova vita, una vita fatta di pienezza. La sera, prima di addormentarci, possiamo rimanere in silenzio per qualche minuto e riflettere sulle azioni che abbiamo compiuto durante la giornata, e chiederci se si tratta delle azioni che vogliamo veramente dalla nostra vita. Se non lo sono completamente, allora dobbiamo pensare che la vita scorre così, giorno dopo giorno, e ci illudiamo sempre che “domani” staremo bene, oppure speriamo in un bene futuro, magari nell’al di là. Il problema è che in questo modo si è illusa la maggior parte delle persone che hanno consumato la loro vita e sono arrivate alla fine dei loro giorni, aspettando di stare bene, vivendo con il pensiero di un ipotetico futuro felice. Poi, nell’al di là, molti si lamentano di non essere stati felici sulla terra e che per questa infelicità spetta loro qualche ricompensa nella vita successiva; in realtà, nella vita dopo la morte, la situazione è diversa da quella che viviamo qui, perché la stupidità non viene premiata, e lasciarsi vivere dalla vita invece di viverla è un modo di fare stupido. Di conseguenza, questi esseri continueranno a soffrire anche lì, secondo la legge della risonanza, aspettando una nuova reincarnazione per “riparare” ed essere felici mentre vivono, poi, quando tornano su questa terra dimenticano, si fanno prendere “dalla vita” e la storia si ripete così, per molte migliaia d’anni, fino a quando la loro coscienza non si sveglia e non si rendono conto che devono vivere oggi, qui ed ora, e non domani o da un’altra parte. Purtroppo, la maggior parte della gente non vive l’attimo presente, ma vive (aspetta) il futuro, e ha nostalgia del passato. Così, il presente nel quale ci troviamo (e che dovremmo vivere) diventa passato in ogni istante (perché i secondi passano), mentre noi siamo “centrati” nell’ipotetico futuro che non potremo mai vivere come presente, a causa dello scorrere del tempo…Quindi il futuro diventa presente, che noi non valorizziamo perché pensiamo ad un altro futuro, e con lo scorrere del tempo diventa passato, quindi nulla…Stiamo facendo una corsa che non possiamo vincere perché non esiste un traguardo! Dovremmo fermarci un attimo dalla nostra corsa e diventare coscienti. Coscienti di esistere. Ci sono però anche persone dotate di un’intelligenza superiore alla media (considerate pazze o imprudenti dalla gente comune) che scelgono di essere felici adesso, qui ed ora, ignorando i vari schemi che la società impone agli individui. Queste persone gioiscono di tutto, in qualsiasi momento, e trovano sempre anche un lato buono persino nelle tragedie più grandi. Voi potete essere uno di loro. Svegliatevi, non rimandate a domani niente di ciò che potete fare oggi. Non rimandate la felicità di incontrare una persona cara, non rimandate la gioia di recarvi in mezzo alla natura, non rimandate la delizia di sorridere sempre, non rimandate le cose che dovete dire agli altri…Fatelo adesso e liberatevi così dalla tirannia dell’illusione. Quando la sera, andando a letto, sorriderete e non ci sarà nessun rimpianto, nessuno stato di vuoto, allora avrete superato la condizione umana comune, e sarete VOI. Fino a quel momento vivrà un pallido riflesso di voi, poiché il resto è addormentato.

Professore di yoga Virgil Catalin Calin

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