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Il Polline: un alimento miracoloso (parte I)

luglio 9th, 2011 Posted in Articoli Salute
Molti ignorano ancora questo alimento così ricco di sostanze nutritive che le api raccolgono dai fiori per poi rielaborarlo e trasformarlo in  un alimento ancora più ricco. Alcuni potrebbero pensare: “In primavera soffro sempre di allergia al polline, non posso certo utilizzarlo!” ma è sbagliato, esistono infatti due tipologie di polline: - il polline entomofilo - il polline anemofilo Il polline entomofilo (dal greco entomon “insetto”) è trasportato dagli insetti, soprattutto api. E' estremamente nutriente e appetibile per gli insetti stessi (e non solo!) che, attratti sul fiore, si impregnano di polline. Questo verrà poi deposto su altri fiori anche a 50-60 km di distanza. Si evita così l’impollinazione tra due piante con un materiale genetico molto simile. Il polline anemofilo (dal greco anemos “vento”) è estremamente leggero e piccolo e viene trasportato dal vento. E' questo l'unico tipo di polline che causa le allergie e non è così ricco di sostanze nutritive.   STRUTTURA, FINALITÀ E COMPOSIZIONE Questo alimento non è altro che la cellula fecondante maschile della pianta, dove si trova il suo DNA ed è quindi ricco di proteine e lipidi (grassi) di alta qualità. Quando l’ape si posa sul fiore, le zampe posteriori, inumidite con il nettare preso dall’alveare e ricco di fermenti lattici benefici, si impregnano del polline che poi prenderà una forma sferica grazie ai movimenti vibratori che si producono durante il volo. Durante il giro di raccolta, un’ape può percorrere decine e decine di chilometri sotto il sole e al vento e ciò causerebbe l’ossidazione del polline e una perdita eccessiva di acqua se la natura non lo avesse dotato di un sistema di protezione. Questo sistema è composto da una parte in cellulosa (che dona una certa rigidità al polline e lo protegge dagli urti) a cui è legata una parte ricca di sostanza grassa, gelificanti, pigmenti, carotenoidi, polifenoli, aromi, fitosteroli, flavonoidi e vitamine (tutte sostanze fortemente antiossidanti) e minerali.   Le vitamine Le vitamine liposolubili, così chiamate  poiché si “sciolgono” nei lipidi (grassi), sono: A, D, E e K. La vitamina A è presente negli alimenti in forma inattiva: il betacarotene (detto anche provitamina A).  Protegge il DNA, le membrane cellulari e, durante la sintesi delle proteine, è fondamentale nel meccanismo della visione; la sua presenza è fondamentale nella mucosa intestinale e protegge l’epitelio di vescica, utero e vagina dagli attacchi microbici. La vitamina D è indispensabile per immagazzinare il calcio nelle ossa. Negli alimenti è generalmente presente nella sua forma inattiva che, una volta assimilata, viene trasformata in vit. D attiva tramite l’esposizione del corpo alla luce solare. Il polline non è tanto ricco di vit. D ma contiene delle sostanze che ne facilitano la trasformazione e l’assimilazione. La vitamina E, o tocoferolo, è invece presente in grandi quantità (circa 28 mg in 100gr di polline, pari al 280% della RDA, la Razione Giornaliera Raccomandata). Protegge dall’ossidazione gli acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6 e diversi organi e tessuti cellulari come vene, cuore, cristallino, retina e tessuto nervoso; ha un effetto curativo o preventivo dell’Alzheimer poiché ne combatte la causa, ossia lo stress ossidativo a livello di proteine e lipidi del cervello;  previene o diminuisce le reazioni allergiche. La capacità del corpo di utilizzare questa vitamina dipende dalla presenza di alcune sostanze che ne facilitano l’assimilazione e ne amplificano la capacità antiossidante. Le vitamine idrosolubili sono quelle del gruppo B e la vitamina C. La Vitamina B1 o tiamina (dal 30 al 60% della RDA in 100gr di polline), migliora il metabolismo dell’energia gestendo la quantità di zucchero nel sangue; è necessaria alla sintesi del collagene; è utile nella cura delle patologie nervose e della depressione; è essenziale al funzionamento dei muscoli, in particolare il cuore. La vitamina B2, o riboflavina (dal 50 all’80% della RDA in 100gr di polline) è molto sensibile alla luce e ai raggi ultravioletti. E' necessaria al meccanismo di “cattura” e trasporto dell’ossigeno; aiuta il metabolismo di glucidi (zuccheri) e lipidi; previene l’ossidazione del cristallino. La sua carenza provoca problemi alla pelle e alle mucose, infiammazioni della cornea e della bocca e rende sensibili agli sforzi. La vitamina B3, o nicotinammide (dal 30 al 40% della RDA), ha un suo ruolo fondamentale nel metabolismo cellulare, interviene infatti nel processo di respirazione cellulare, nella trasformazione di lipidi, glucidi e proteine e nell'utilizzo dell’energia. E' detta anche vit. PP (Pellagra Preventive factor) per la sua azione preventiva della Pellagra. La sua carenza provoca la degradazione del sistema digestivo, della pelle e del sistema nervoso. La vitamina B5, o acido pantotenico (dal 15 al 25% della RDA in 100gr di polline) è importante per la salute del cervello e della pelle e nel fenomeno della cicatrizzazione. La vitamina B6, o piridossina (dal 12 al 14% della RDA) agisce in sinergia con la vit. B9, previene le malattie cardio-cerebro-vascolari, interviene nel metabolismo di alcuni amminoacidi, del glicogeno, dei lipidi e dell’emoglobina. Una sua carenza provoca problemi alla pelle, depressione, anemia e anomalie immunitarie. La vitamina B9, ossia l'acido folico (dal 62 al 422% della RDA in 100gr di polline) è sensibile all’ossidazione provocata dall’ossigeno nell'aria. Nel feto previene diverse malformazioni del sistema nervoso, della colonna vertebrale e del cranio; favorisce la formazione dei neurotrasmettitori; previene il cancro; inibisce i rischi cardiovascolari e vascolari a livello del cervello. Per quanto riguarda la vitamina B12, o cianocobalamina, la letteratura scientifica è per ora carente di studi che ne dimostrino la presenza nel polline. La vitamina C, o acido ascorbico, è presente in grosse quantità nel polline tanto che assumendone 15-30gr assimiliamo una quantità di vit. C che va dal 7,5 al 15% della RDA. E’ antiossidante e agisce in sinergia con le altre sostanze antiossidanti (carotenoidi, vit. E, selenio, ecc.) I minerali Il polline è ricchissimo di minerali ed ha proprietà alcalinizzanti, ossia permette di abbassare l'acidità dell'organismo. Aiuta inoltre ad assimilare ed eliminare le perdite di calcio e, grazie al giusto rapporto tra sodio e potassio, agevola la regolazione della pressione arteriosa. Troviamo poi il ferro accompagnato da tutte le sostanze che ne permettono la fissazione, lo zinco, necessario al buon funzionamento degli enzimi (sostanze che velocizzano i processi biologici tra cui riproduzione, fertilità,  moltiplicazione cellulare, circolazione, difese immunitarie, ecc.) e il selenio che protegge il corpo dai radicali liberi e dall'ossidazione oltre ad avere proprietà disintossicanti utili in particolare per l'eliminazione dei metalli pesanti.   Polifenoli e flavonoidi Anche questi antiossidanti, ritardano il processo d'invecchiamento e proteggono da varie malattie, tra cui il cancro. I flavonoidi prevengono anche l'arteriosclerosi impedendo l'accumulo dei grassi saturi nelle arterie e favoriscono la tonicità delle vene e dei capillari. Secondo alcuni studi, l'apprendimento e la memoria dipendono anche dalla capacità di dilatazione dei capillari cerebrali ad ogni pulsazione cardiaca, questo provoca infatti una sorta di “massaggio” sui neuroni che, ben nutriti dal sangue e stimolati dal massaggio, riescono a creare nuove connessioni. Infine alcuni polifenoli e flavonoidi hanno una struttura simile agli estrogeni femminili il che permette loro di fissarsi ai tessuti al posto degli estrogeni veri e propri aiutando a prevenire varie forme di cancro dovute proprio all'eccessiva presenza di estrogeni.   I fitosteroli Sono sostanze vegetali con struttura simile al colesterolo e per questo assimilate al suo posto. Non sono ancora ben chiari tutti i loro effetti ma, secondo alcuni studi,  pare svolgano un'attività antivirale e agiscano sul sistema immunitario.
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