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Il Karmayoga

novembre 30th, 2010 Posted in Karma Yoga
“Gli ignoranti agiscono con attaccamento all'azione, mentre il saggio, o Bharata, deve agire senza attaccamento e con il solo scopo di mantenere la coesione del mondo.”

Bhagavad Gita cap. 3 sutra 25, commento di Sri Aurobindo

Sublime e allo stesso tempo semplice, l'AZIONE, come via d'amore e di devozione, è purificatrice in se stessa. Il Karma Yoga, come tutte le altre forme di Yoga (Tantra, Raja, Bakti ,Jnana), e di ogni altro sentiero spirituale autentico, è volto alla ricerca e alla scoperta del Sé, facilitando l'evoluzione spirituale dell'aspirante alla liberazione e favorendone la messa all'unisono e in risonanza con le energie Divine. "L’uomo non è impotente e non è controllato da una forza esterna che ci governa senza che noi possiamo opporci. Il principio del karma ci dice che è proprio l’opposto, perché questa Forza, quando viene compresa, ci obbedisce e ci conduce dove noi vogliamo" (Annie Besant, Il Karma – L’Enigma del Proprio Destino). Senza attaccamento e senza voler considerare i risultati delle azioni, il Karma Yogi arriverà a purificare cuore e mente, diventando uno strumento perfetto attraverso il quale il Divino si manifesta per la realizzazione delle azioni nella manifestazione. “Esistono due modi per abbandonare l’attaccamento”, dice Swami Vivekananda, “Uno è per coloro che non credono in Dio o in qualsiasi altro aiuto esterno. Sono lasciati ai loro mezzi; devono semplicemente lavorare con la loro volontà, con i poteri della loro mente e discriminazione, dicendo “io devo essere non-attaccato.” Per coloro che credono in Dio esiste un altro modo, che è meno difficile. Essi danno il frutto del lavoro al Signore; lavorano e non sono mai attaccati ai risultati. Tutto ciò che vedono, sentono, odono o fanno, è per Lui. Non dobbiamo chiedere lode o ricompensa per qualsiasi lavoro fatto. È del Signore; date il frutto a Lui.” Sri Aurobindo scrive: “Il più delle volte, l'attività distaccata non è che lo strumento necessario per l'unione ineffabile con il Padre della Creazione. Realizzare le attività in intima fusione e comunione profonda con il Divino, in profonda armonia con l'universo intorno a noi e con il trascendente oltre noi, non lasciarci limitare dal mentale umano, spesso chiuso e discriminante, non essere schiavi dei suoi imperativi ignoranti o aberranti e dei suoi suggerimenti sbagliati, questo è il Karma-yoga.” (Yoga integrale pratico) La scoperta del Sé, finalità e scopo di tutti i sentieri spirituali autentici incluso lo Yoga in tutte le sue ramificazioni, è la presa di coscienza di ESSERE canali perfetti attraverso cui DIO si manifesta, trascendendo sempre più l'individualità e vivendo in costante comunione con la coscienza Divina Macrocosmica. Ciò che più differenzia il Karma Yoga dalle altre forme di Yoga è l'applicabilità quotidiana attraverso cui può essere praticato istantaneamente, consacrando in anticipo al divino i frutti delle azioni da compiere. Il Karma Yoga è strettamente associato a ISWARAPRANIDHANA (adorazione del Divino) il quinto punto di Niyama secondo lo Yoga sutra di Patanjali, che consiste nella consacrazione a Dio delle azioni, dei momenti vissuti, dei pensieri e delle aspirazioni; in cui l'AZIONE rifletterà sempre la personalità dell'essere molto meglio delle sue parole. Altre forme di Yoga invece,per esempio l'Hatha Yoga, possono esser applicate (sotto la guida di un maestro), comprese e vissute essendo il frutto di costanza e perseveranza. La pratica del Karma Yoga non necessita di alcuna disciplina fisica o regimi alimentari particolari, ma solo della giusta integrazione specifica nelle attività quotidiane; non comporta nessun rischio per colui che la pratica, ed è, forse, la via spirituale più adattabile e congeniale all'essere umano in quest'epoca (Kali Yuga), nella quale esso è sempre più distante da qualsiasi inclinazione religiosa. La sua associazione con altre forme di Yoga ne accresce l'efficacia, anche se, da sola, la pratica costante ci conferisce la più grande libertà. Il sistema Karma Yoga inoltre, non è legato ad alcuna concezione metafisica o religiosa, rappresenta invece un punto di partenza ed è parte essenziale degli insegnamenti compresi nella Bhagavad Gita essendone un perfetto compendio  a garanzia, quindi, di autenticità! A tal proposito Swami Vivekananda diceva: “Un karma-yogi non ha bisogno di credere in alcuna dottrina. Potrebbe anche non credere in Dio, potrebbe anche non domandarsi cosa sia la sua anima e non indulgere in alcuna speculazione metafisica. Ha il suo modo speciale di realizzare il non-egoismo, lo deve scoprire da solo. Ogni momento della sua vita deve essere una realizzazione perché deve risolvere, senza l’aiuto di alcuna dottrina o teoria, lo stesso problema a cui uno Jnani applica la sua razionalità e il Bhakta (devoto) il suo amore.” Conformemente ai principi del Karma Yoga, attraverso un integrazione esemplare e soprattutto agendo con perseveranza e perseguendo nobili scopi si diverrà capaci di realizzazioni straordinarie!
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