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Il Fegato: l’organo “sentinella” della nostra salute

novembre 8th, 2010 Posted in Articoli Salute
Il fegato è una ghiandola localizzata al di sotto del diaframma e precisamente tra questo, il colon traverso e lo stomaco. E’ l’organo più voluminoso del corpo umano dopo la cute,  annesso all’apparato digerente, dalla forma a cuneo, modellato dai suoi rapporti con gli organi e i muscoli adiacenti. E’ ricoperto da una capsula connettivale, detta capsula di Glisson, che lo protegge ma non contribuisce in modo determinante alla sua forma. Pesa circa 2 Kg, corrispondenti al 2,5% del peso corporeo di un uomo adulto di media corporatura. La superficie epatica è liscia e soffice, di colore rosso-brunastro, ma nei soggetti obesi può apparire giallastra (ciò è dovuto alle diffuse infiltrazioni di tessuto adiposo nel parenchima epatico). Il fegato partecipa alle nostre manifestazioni vitali e le sue  azioni biologiche sono addirittura più importanti di quelle del cuore, gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e svolge una serie di processi tra cui l’immagazzinamento del glicogeno, la sintesi delle proteine del plasma e la purificazione del sangue. Dalle sue complesse azioni, dipendono senza dubbio sia la nostra salute che la nostra vita. FISIOLOGIA  Il fegato, le cui funzioni sono espletate dalle cellule epatociti, si occupa di: 
  • produrre e secernere la bile usata per emulsionare i grassi; parte della bile viene riversata direttamente nel duodeno, parte viene accumulata nella cistifellea;
  • trasformare e “umanizzare” tutte le sostanze che entrano nel corpo rendendole compatibili con la nostra struttura, modificandone, tramite trasmutazione e sublimazione, la frequenza di vibrazione ed mettendole all’unisono con la nostra aura. Il risultato è un'integrazione armoniosa di tali sostanze con il nostro corpo, quindi con noi stessi. Le cellule in questo modo vengono nutrite senza essere attaccate. Al contrario, un fegato debole o stanco lascia passare nell’organismo le sostanze senza trasformarle o assimilarle a sufficienza portando a un accumulo di tossine nel nostro organismo;
  • demolire numerose sostanze tossiche e numerosi farmaci nel processo noto come “metabolismo dei farmaci”. Il processo può portare a intossicazione quando il metabolica è più tossico del suo precursore;
  • intervenire nel metabolismo dei lipidi determinando la sintesi del colesterolo e dei trigliceridi;
  • fungere da deposito per numerose sostanze, tra cui glucosio (come glicogeno), vitamina B12, ferro e rame. Un fegato debole e stanco, non apportando gli ormoni indispensabili al corpo, ne provoca il precoce invecchiamento. In questo caso i grassi e le proteine necessari non vengono più digeriti e le vitamine non si consolidano più e non vengono ricostruite, il colesterolo invade i vasi sanguigni;
  • assicurare permanentemente la nostra temperatura interna. Un fegato affaticato non riesce più a svolgere questa funzione termica, facendoci così soffrire il freddo e il caldo.
  • neutralizzare altrettanto efficacemente i veleni dovuti all’attività cellulare e quelli provenienti dall’esterno come alcool, tabacco, medicinali, carne, ecc.. Un fegato stanco o debole non può più compiere sforzi supplementari e non riuscirà a eliminare completamente tali veleni intossicanti; contemporaneamente, un gran numero di cellule epatiche vengono distrutte a contatto con le suddette sostanze nocive e, con il passare del tempo, se non si risana questa situazione, il fegato si rimpicciolisce, si irrigidisce e il rischio di cirrosi aumenta;
  • produrre i fattori di coagulazione, tra i quali ricordiamo il fattore I (fibrinogeno) e il fattore II (trombina). Un fegato debole è privo delle sostanze necessarie alla coagulazione del sangue ed espone al pericolo di emorragie: il sangue si ingrossa -diventa denso e viscoso- a danno dei vasi sanguigni e del cuore e si è maggiormente esposti alle malattie.
  • disintossicare l’organismo da tossine, scorie e altri elementi nocivi. La più importante di tali azioni disintossicanti è la trasformazione dell’ammoniaca presente nel sangue (sostanza tossica derivata dalle proteine) in una sostanza tollerabile a concentrazioni più alte: l’urea che viene poi reimmessa nel sangue. 
Attualmente non esiste un organo artificiale capace di emulare tutte le funzioni del fegato. Le sue funzioni e le sue azioni rappresentano il miracolo stesso della vita.  MALATTIE DEL FEGATO  Molte malattie del fegato sono accompagnate dall’itterizia causata dall’incremento dei livelli di bilirubina nell’organismo e sono: 
  • l’epatite, infiammazione del fegato causata da vari virus, ma anche da alcune sostanze tossiche, da malattie autoimmuni e da fattori ereditari;
  • la cirrosi epatica che è la formazione di tessuto fibroso all’interno del fegato in sostituzione degli epatociti morti. La morte delle cellule epatiche può essere causata da epatite virale, alcolismo o intossicazione da altre sostanze tossiche;
  • l’emocromatosi, disturbo ereditario che causa l’accumulo di ferro nel corpo, portando nel lungo periodo a un danno per il fegato;
  • tumori benigni quali adenoma, angioma, iperplasia focale nodulare;
  • il cancro del fegato;
  • la malattia di Wilson, disturbo ereditario che causa l’accumulo di rame nel corpo;
  • la colangite sclerotizzante primaria, malattia autoimmune infiammatoria a carico del dotto biliare;
  • la cirrosi biliare primaria, malattia autoimmune dei dotti biliari minori;
  • la sindrome di Budd-Chiari, ovvero l’ostruzione delle vene epatiche;
  • la sindrome di Gilbert, una malattia genetica del metabolismo della bilirubina. 
Le corrette funzionalità del fegato possono essere verificate attraverso numerosi test clinici, che misurano la presenza o l’assenza di enzimi tipici, metaboliti o sostanze legati a una regolare attività del fegato. Per fortuna però, la natura ci fornisce un certo numero di indizi che segnalano una situazione di pericolo per il fegato e ci dicono a che punto di compromissione siamo. Questi i “campanelli d’allarme”: 
  • una patina di tossine sulla lingua e alito pesante
  • svenimenti frequenti o sensazioni di cedimento
  • eccesso di sbadigli e gas intestinali
  • mal di testa
  • insonnia e/o sonno agitato
  • urina troppo scura o troppo chiara
  • ingiallimento della pelle
  • sguardo stanco
  • naso rosso e/o macchie scure sul viso 
Conosciamo “amici” e “nemici” del fegato, soprattutto tra gli alimenti che consumiamo giornalmente. ALIMENTI CHE AIUTANO IL CORRETTO FUNZIONAMENTO DEL FEGATO 
  • miele naturale, frutta fresca (soprattutto il limone perché drenante e molto stimolante) e frutta secca dolce in sostituzione del dannoso zucchero bianco; questi alimenti alleviano inoltre i disturbi epatici;
  • sale marino integrale, portatore di vita e veicolo di fluidi sottili benefici
  • oli a freddo, senza solventi chimici, che combattono il colesterolo; l'olio d'oliva in modo particolare, se emulsionato con il succo di limone, espelle rapidamente i calcoli biliari
  • legumi e verdure crude o cotte solo quanto basta: carote, barbabietole, cavolo, asparagi, sedano,  tarassaco, porro, aglio sciolgono le secrezioni della bile, guariscono l’epatite e ristabiliscono le funzioni epatiche.
  • alimenti naturali biologici e disintossicanti in sostituzione dei vari veleni alimentari
  • pasta e pane integrali in quanto contengono quelle vitamine e quegli amminoacidi che proteggono le cellule del fegato e che vengono perse nel processo di raffinamento; ricordiamo poi che il grano integrale e la crusca sono alimenti molto revitalizzanti;
  • cereali completi (la soia per esempio), funghi, legumi secchi, formaggi naturali e uova che forniscono proteine pure e di alta qualità con azione rigenerante sul fegato e che possono sostituire carne e insaccati. 
ALIMENTI DANNOSI PER IL FEGATO 
  • zucchero bianco raffinato, vero e proprio killer per fegato e pancreas, prodotto esclusivamente di sintesi, chimico, totalmente privo dei fermenti necessari alla sua corretta assimilazione e questo obbliga il fegato a sforzi supplementari eccessivi; sarebbe bene eliminarlo e sostituirlo in toto con zucchero grezzo di canna di buona qualità, miele e malti di cereali vari.
  • sale ri-cristallizzato e raffinato (cloruro di sodio), troppo presente sulle nostre tavole che è un altro prodotto chimico puro, privato dal processo di raffinamento, di qualsiasi elemento “vivo”; sarebbe bene ridurne il consumo e sostituirlo con quello integrale.
  • oli raffinati e margarina, risultanti da processi industriali che uccidono enzimi e vitamine e lasciano probabilmente tracce di catalizzatori e composti chimici nocivi;
  • grassi animali che accelerano la necrosi delle cellule epatiche
  • alimenti cotti più volte con aggiunta di conservanti per mantenerli inalterati nel tempo ma che contemporaneamente tolgono ogni valore alimentare biologico e le vitamine naturalmente contenute dall'alimento crudo.
  • pane e pasta bianchi e prodotti di pasticceria: sono alimenti resi piacevoli e appetitosi da aromi chimici, coloranti, alcolici e privati nei vari passaggi di lavorazione di sostanze vive, vitamine e sali minerali. Sono di conseguenza più difficilmente digeribili e affaticano il l'attività del fegato.
  • carne e insaccati, contenenti proteine di bassa qualità perché già utilizzate dagli animali da cui provengono e ricche di tossine, rifiuti e sostanze chimiche che per essere assimilati affaticano gli organi preposti alla digestione, il fegato in modo particolare ne esce debilitato. Ricordiamo poi che la carne, come le basi azotate, acidifica il sangue e, una volta acidificato, l'organismo è maggiormente esposto all'insorgere di varie malattie tra cui il cancro.
  • Farmaci di sintesi (meglio preferire, tutte le volte che è possibile, rimedi naturali privi di effetti collaterali) tabacco e alcool: tutti veleni che rendono rigidi e fragili i vasi sanguigni compromettendo la stessa circolazione e uccidono le cellule epatiche che il fegato, devitalizzato e non sufficientemente ossigenato, non è più in grado di sostituire e rischia un'intossicazione così grave che può arrivare a sclerotizzarlo. 
Si consiglia inoltre di evitare l'affaticamento esagerato, la sedentarietà, le eccessive sollecitazioni fisiche e intellettuali, l’angoscia e la paura: anche questi sono veri e propri “inquinanti” dell'organismo e della mente che provocano costipazione e danni respiratori e generano una situazione globale disarmonica che impedisce al fegato di espletare correttamente le sue funzioni vitali e di purificazione. Negli stadi avanzati l'accumulo di rifiuti che il fegato non riesce a eliminare, può arrivare a danneggiare persino il midollo osseo. Al contrario, praticare le posture yoga e il rilassamento profondo, rigenerarsi all'aria aperta e pura di mare e montagna rappresentano sane abitudini che si ripercuotono positivamente anche sul fegato. E’ un vero peccato non considerare queste semplici regole di buon senso con il pretesto di essere più interessati allo spirito che al corpo ma, come dice il detto, “mens sana in corpore sano”. Non possiamo attenderci un'armoniosa e rapida evoluzione spirituale se siamo debilitati da malattie e disturbi fisici di varia entità che, d'altro canto, sono anche il segno di uno squilibrio del nostro essere e ci dicono che dobbiamo rimuovere non solo i sintomi e le cause fisiche ma anche quelle più profonde. Il corpo è uno degli strumenti di evoluzione di cui siamo stati dotati, è il tempio fisico della nostra anima e uno dei peggiori peccati di cui possiamo macchiarci è non prendercene cura al meglio. Un corpo sano rappresenta la condizione necessaria allo sprigionamento delle nostre forze latenti benefiche per poterle poi mettere al servizio delle nostra realizzazione su tutti i piani dell'essere.
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