Gesù

marzo 14th, 2010 Posted in Maestri Spirituali
Centinaia di anni prima della nascita di Gesù, la Scrittura registra le parole dei profeti d'Israele che predicono la Sua venuta. L'Antico Testamento, scritto da molte persone in un periodo di 1.500 anni, contiene più di 300 profezie che descrivono la Sua venuta. Tutti questi dettagli si sono avverati, compresa la Sua nascita miracolosa, la Sua morte e la Sua risurrezione. Il modo come Gesù visse, i miracoli che compì, la Sua morte sulla croce, la Sua ascesa al cielo, indicano che Egli non fu semplicemente un uomo, ma più che un uomo. Gesù affermò: «Io e il Padre siamo una cosa sola» (Giovanni 10:30), «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Giovanni 14:9), e «Io sono la via, io sono la verità e la vita. Solo per mezzo di me si va al Padre» (Giovanni 14:6). La Palestina, una Terra posta tra il Libano ed il mar Rosso, laddove l'Oriente s'incontra con l'Occidente. L'ombelico del mondo. La Terra di Canaan o Il Paese d'Israele, com'è chiamata nell'Antico Testamento. Una striscia della mezzaluna fertile, che in quattromila anni è stata percorsa in lungo ed in largo da popoli ed eserciti in marcia. Qui è cominciata, quattromila anni fa, la Storia della Salvezza. gesu_nel_getsemaniLa storicità di Gesù è ormai riconosciuta da tutti: credenti e non credenti. Su di Lui abbiamo varie attestazioni storiche. Già Tacito negli Annali (XV,44), parlando della persecuzione dei cristiani voluta da Nerone, accenna pure all'esecuzione capitale di Cristo ordinata dal Procuratore Ponzio Pilato.  La sua testimonianza è confermata, verso il 112, da Plinio il Giovane, che in una lettera all'imperatore Traiano(Ep. X, 96.) riferisce che, durante le loro funzioni religiose, i cristiani di Bitinia solevano cantare un inno a "Christo quasi Deo", Cristo quasi Dio. Lo storico ebreo Giuseppe Flavio, trasferito a Roma in seguito alla conquista di Gerusalemme, nelle sua opera storica "Antichità Giudaiche"(XX,9,1. ), chiama Giacomo il Minore, uno degli apostoli, "fratello di Gesù, che è detto Cristo". A parte un'altra attestazione dello stesso storico, ma di dubbia autenticità, chiamata "testimonium Flavianum" ed altre citazioni di Svetonio, ci sono delle fonti ebraiche dirette, la Mišnah e il Talmud, che raccolgono tradizioni ebraiche antiche, messe per iscritto dal secondo al quarto secolo. Qui Gesù viene menzionato una decina di volte. Ma si tratta di tradizioni che dipendono dalla polemica anticristiana, per cui, pur essendoGli riconosciuta la capacità di "sedurre il popolo", Gesù è accusato di esercitare la magia. Ma le fonti e i documenti fondamentali per ricostruire la vicenda e l'immagine di Gesù sono i testi del canone cristiano: una raccolta di scritti in greco che vanno dagli anni 50 a seguire. Sono i Vangeli, le lettere di S. Paolo e le lettere Cattoliche. Essendo stati scritti da discepoli di Gesù e da cristiani per altri cristiani, essi rappresentano indubbiamente la documentazione più antica ed ampia dedicata alla figura, alla missione e al messaggio di Gesù. "Non c'è persona che non abbia qualche nozione o informazione su Gesù. Sia la cultura corrente, sia la frequentazione di una chiesa cristiana, sia la lettura dei Vangeli o di altri libri del Nuovo Testamento, consentono a ciascuno di avere un minimo di nozioni intorno a questo personaggio davvero unico nella Storia (Giuseppe Ghiberti, Il lungo dibattito del Nazareno, in Storia di Gesù).
VITA DI GESU'
Un principe indiano, Ravanna dell'Orissa (probabilmente in contatto con i magi che Lo avevano visitato da bambino (vol) ), aveva ascoltato Gesù al tempio di Gerusalemme restandone impressionato; lo raggiunse a Nazaret e chiese di poterlo condurre con sé in India, per metterlo in contatto con i saggi indiani. Gesù ne fu entusiasta e ottenne il permesso dei genitori; lasciò la famiglia e seguì il principe nel lungo viaggio fino all'Orissa (presso il golfo del Bengala) (bud), nella città di Puri. In India era noto col nome di "Issa" o "Isa" (sbd25), e studiò i Veda (libri sacri della tradizione indiana) presso il tempio di Jagannath, dove fece amicizia con un sacerdote di nome Lamaas Bramas. Con Lamaas, Gesù girò la pianura del Gange, fino a Benares (la città santa dell'India); a Benares studiò l'arte indù della guarigione con Udraka, un grande guaritore. Come doveva accadere più tardi in Palestina, Gesù ebbe modo di scontrarsi con la maggioranza dei sacerdoti locali, per le sue idee 'rivoluzionarie' rispetto alle tradizioni e agli interessi dei potenti. Egli si opponeva in particolare ai privilegi sacerdotali, che in India si esprimevano attraverso il sistema delle caste. Dava scandalo sia con l'insegnamento che con la sua frequentazione di cortigiane e ladri. A Benares i sacerdoti arrivarono a pagare un assassino per ucciderlo, ma Gesù, avvisato da Lamaas, fuggì in tempo verso l'Himalaya. Nell'area dell'Himalaya, Gesù visse nella città di Kapavistu, presso i templi buddisti, facendo amicizia con il monaco Barata Arabo ed incontrando Vidyapati, un grande sapiente, capo del tempio di Kapavistu. Vidyapati parlò a Gesù di insegnamenti contenuti in manoscritti che aveva letto a Lasa, capitale del Tibet. Gesù volle allora leggerli personalmente. Così, Vidyapati lo fece scortare fino a Lasa, con una lettera di presentazione per Meng-Ste, un grande saggio tibetano, che lo accolse e lo aiutò a leggere i manoscritti. Poi Gesù si rimise in viaggio e giunse a Leh, nel Ladak (vicino al Kashmir), dove si fermò ad insegnare ed operò varie guarigioni; trascorse parte di questo periodo nel Kashmir. Si conserva memoria di ciò, sia nelle tradizioni popolari, sia in manoscritti tibetani conservati nella biblioteca del monastero di Himis, copie tratte da originali della biblioteca di Lasa.  Nella zona della grotta-tempio di Amarnath, c'è anche un tempietto, chiamato 'Takhte-Taus' (che significa: “ove dimorò il grande”), costruito in cima a un monte, sul luogo dove appunto sarebbe vissuto Gesù. Gesù desiderava incontrare i maestri greci; andò fino al mare e si imbarcò per la Grecia; stette ad Atene e a Delfi, dove fu accolto molto bene. Spiegò che l'oracolo di Delfi parlava su ispirazione delle menti maestre della Grecia, riunite in un'unica mente superiore, che avrebbe operato finché tali menti maestre l'avessero alimentata. Conclusa la sua esperienza greca, Gesù si imbarcò per l'Egitto; avrà avuto allora circa 29 anni. Arrivato in Egitto, si recò a Zoan, dove era stato rifugiato da piccolo, e poi a Heliopolis (un impoGesù Buon Pastorertante centro, ora quartiere di lusso del Cairo), dove si trovava un gruppo di maestri spirituali, con i quali Gesù; voleva confrontarsi. I maestri lo riconobbero subito per la sua statura spirituale e si domandavano cosa potesse cercare da loro. Gesù chiese di essere messo alla prova, per conoscere e superare, sotto il loro controllo, le tentazioni della vita L'essere umano odierno, travolto dalla vita caotica quotidiana, ha dimenticato la magia nascosta nel silenzio dei propri pensieri. Solo in questo silenzio si può ascoltare la voce del proprio cuore. Solo in questo silenzio nasce il vero Amore. Questo Amore è l'insegnamento più grande che ci ha donato Gesù . Attraverso una dottrina antica, di cui gran parte è rimasta fino ad oggi sconosciuta, ci viene offerta la spada per portare avanti la nostra guerra interiore. "Non crediate che Io sia venuto per portare agli uomini di questa Terra la pace e il riposo....Io sono venuto per portare loro la spada e la guerra!" Queste parole molto forti, che agli occhi di molti non si addicono alla figura di un Gesù dipinto troppo spesso come un essere passivo e apatico, sono come una scossa per l'anima che si sveglia dal suo torpore e comincia a prepararsi per la lunga battaglia con il proprio ego e ad armarsi d'amore. E chi vacilla non conquisterà mai il Regno Dei Cieli. "O ardete d'amore per Me o siate perfettamente freddi verso di me; ma il tiepido Io lo rigetterò fuori dalla Mia bocca". Svegliatevi dunque, perché la via dell'amore non è una passeggiata sotto un sole primaverile, ma è fuoco e tempesta che preparano l'essere alla più grande delle Rivoluzioni, e le prove sono innumerevoli. C'è un episodio nel Vangelo in cui due discepoli di Gesù si lamentano perché, nonostante le loro intense preghiere e la vicinanza di un angelo, lasciato presso di loro in veste corporea perché li servisse, vennero loro confiscati tutti i beni e furono perseguitati a causa del Suo Nome. E Gesù li persuade affermando "...il Mio Regno, per il quale noi tutti lavoriamo, non è certo di questo mondo e, contro tutto ciò che esso vi offre, possiate conquistarvi la libertà della vita eterna! Se volete riuscire combattenti vittoriosi per il Mio Regno, allora fate della pura verità una spada, ma sia questa temprata al fuoco ardente del più puro amore!" Attraverso l'amore, fonte di infinito coraggio, ci viene insegnato a combattere non tra agnelli mansueti, ma fra tigri, leoni e pantere, per convertirli in animali domestici. Questa è la via del vero eroe. L'unica via di comprensione è, dunque, quella dell'amore e della fede illimitata. E questa fede è manifestata dalla calma dell'apostolo Matteo che, durante lo scatenarsi di una furiosa tempesta, continua imperturbabile a ordinare i suoi scritti aiutato da un angelo. La bufera, scatenatasi sulla riva di un lago, minaccia di travolgere tutti i discepoli che, in preda al panico, cercano di svegliare Gesù che riposa sotto un albero, nonostante le violente raffiche e il terribile scoppio di un fulmine. Quando poi viene risvegliato dalle urla angosciose dei discepoli, tranquillizzandoli, fa loro notare dieci imbarcazioni nemiche, giunte con lo scopo di sterminarli, che venivano scagliate qua e là da onde altissime. Di quei mille nemici solo cinque poterono salvarsi. Questo ci insegna come spesso l'uomo che non ha la visione completa delle cose viene ingannato dall'apparenza. L'essere umano che non può comprendere il disegno divino nella totalità deve abbandonarsi e avere fede, perché dietro la notte più oscura può celarsi la salvezza . Gesù ci parla chiaramente di due delle leggi fondamentali dello yoga: la legge della RISONANZA e dell'ANALOGIA. Afferma infatti che "il vero Regno divino dei Cieli si trova dappertutto, per chi è veramente amico di Dio, ma per chi Gli è nemico.. tutto è inferno. Gesù - gran vangelo di giovanniSopra o sotto è un tutt'uno. Pensieri e azioni negative ci mettono in risonanza con mondi infernali, ma colui che, pieno d‘umiltà si sente felice nel servire i suoi simili, vedrà e sentirà solo amore intorno a sé." Non alziamo gli occhi verso il cielo per cercare Dio, ma piuttosto cerchiamo nel nostro cuore". Là troverai ciò che vai cercando. Sia l'Inferno che il Cielo hanno origine nel cuore dell'uomo a seconda del suo operato. Il Regno dei Cieli è custodito in noi in tutta la Sua pienezza. Tutto ciò che esiste nel macrocosmo dell'universo lo possiamo trovare nel microcosmo del nostro essere. Siamo quindi degli esseri perfetti. Sta a noi prenderne coscienza. La via dell'amore consiste, difatti, nella presa di coscienza. Gesù non manca di parlare di intelletto, di discernimento senza il quale fede e amore possono diventare una mania. "Nel regno dei cieli non è ammessa la stupidità". L'intelletto è la Luce che scaturisce dall'amore. "Colui in cui, come Me, l'amore e la sapienza dimorano in un solo cuore, quegli è come sono Io". La sapienza è dunque una sola cosa con l'amore così come la fiamma con il suo fuoco. Amore è libertà. Libero è colui che può scegliere. "Il libero riconoscimento del buono e del vero è la luce vitale dello spirito; è in base a questo riconoscimento che lo spirito stabilisce da sé e per sé le leggi che gli si confanno". E' perciò opportuno punire un peccatore quando si scosta dall'Ordine di Dio, ma nello stesso tempo "è il peccato che dà la coscienza all'uomo di essere un uomo; senza il peccato l'uomo sarebbe un animale". E' importante precisare che con ciò Gesù non intende preferire il peccatore al giusto, in quanto "l'indugiare nel peccato non significa altro che diventare un animale, vivente di vita oscura e immonda". S'intende dunque il peccatore che riconosce di essere tale e liberamente decide di prescriversi nuove norme conformi all'Ordine di Dio. Di fatto, sono i nostri impulsi e desideri egoici che, rendendoci tanto diversi l'uno dall'altro, ci inducono a trasgredire tale Ordine divino. Ma, preso coscienza che siamo tutti un solo Spirito, non ci sarà bisogno di rispettare alcuna legge per garantire armonia e ordine, in quanto non ci si preoccuperà più del benessere del singolo, ma del Tutto. Ciò che prima era legge diviene inclinazione naturale. E' come imporre il rispetto del comandamento "non rubare" a un ladro e ad un santo. Colui che ascolta la voce del cuore non ha più leggi da rispettare. Amore è pura felicità. Gioiamo della vita istante per istante. Guardiamoci attorno come dei bambini che si meravigliano continuamente facendo della vita stessa il vero miracolo. Anche in un granello di sabbia o in un filo d'erba possiamo sentire il divino. Prendiamo un po' di tempo per noi stessi e ascoltiamoci. Contempliamo. "Mettetevi in silenzio; sottoponete ad un intenso esame tutta la vostra attività passata, pensate alla ben conosciuta Volontà di Dio, e scrutate se la vostra attività nei differenti periodi della vostra vita è stata conforme ad essa."
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