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I frutti del progresso

aprile 7th, 2010 Posted in E' bene sapere

Società massificata. Da questo dipende la condizione psicologica di generazioni presenti e future.

 

La coesione sociale su scala mondiale raggiunta attraverso tutto il corso del XX secolo, con l’avvento del fenomeno della globalizzazione, ha fatto sì che i Paesi maggiormente industrializzati e urbanizzati, quindi meglio amalgamati nell’era moderna, subissero la forte influenza di una concezione basata sull’immagine e sul continuo bisogno di innovazione. La gioventù del progresso, quella della seconda metà del Novecento, figlia della società del dopoguerra, è designata come il maggior pulpito che da linfa vitale a tale corrente. Il mondo aperto ai giovani a trecentosessanta gradi, ha permesso loro di percorrere strade delle quali nessuno conosceva l’esistenza prima d’allora; queste “vie”, a loro volta, hanno suscitato una tale varietà ed un tale fascino da arrivare ad essere racchiuse in termini specifici: “tendenza” e “moda”. Sono parole che descrivono le più diverse acquisizioni, prettamente giovanili, di modi di pensare, di vestire, di parlare, di atteggiarsi, ma soprattutto di reagire alla realtà che li circonda ed al futuro che li attende.

 

Sebbene sia tipico degli adolescenti essere indecisi sulle questioni “vita adulta” e “responsabilità”, oggigiorno le loro grandi incertezze sono purtroppo amplificate dalla società in cui si ritrovano catapultati. Prendendo come esempio l’Italia: crisi economica, imminente disoccupazione di massa, forte collisione che è in bilico tra il mondo della televisione che offre vane speranze ed il LORO piccolo mondo che devono costruirsi con le proprie forze e a proprie spese.. tutti questi sono i parametri che le generazioni d’oggi hanno davanti. C’è chi cerca di reagire a questa situazione che non prevede un futuro armonioso, nonostante sia difficile trovarne via d’uscita, ma, nella maggior parte dei casi, molti seguono la scia del fallimento in maniera apatica ed incosciente, poiché si dovrebbe condannare la creazione degli “standard”, dei prodotti di massa e dunque dei “modelli di vita felice”, mentre invece altro non sono che frutto d’infelicità e mediocrità, i quali causano spesso nella persona, soprattutto nell’innocuo adolescente, un handicap, che si traduce in incapacità di crearsi una personalità nel profondo, dunque limitandosi a vivere in superficie. E quest’ultima, andando avanti negli anni, lo condannerà ad una situazione di disagio.

 

Beatrice

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