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Cosa rappresentano i chakra

maggio 24th, 2010 Posted in I sette Chakra
CHAKRA in sanscrito significa letteralmente: “ruota”, “cerchio”; termine che designa i centri segreti di forza tramite i quali passa l’energia sottile, prana, e kundalini, allorquando viene risvegliata; tali centri influenzano il corpo fisico, il corpo astrale e il corpo causale dell’essere umano. Questi centri fondamentali accumulano, trasformano e ridistribuiscono l’energia sottile, modulata, che li attraversa. Anche se i chakra influenzano in modo certo le ghiandole endocrine e alcuni organi fisici (ad esempio il cuore o il plesso solare), è bene non confonderli con questi, in quanto appartengono ad un altro livello della realtà fenomenica. I chakra sono punti focolai di incontro ed interpenetrazione del fisico con lo psichico, il mentale e il causale. I sei chakra principali, insieme al settimo centro SUPREMO (Sahasrara) del Kundalini Yoga (questi centri fondamentali sono noti anche in altre culture, con altri nomi) si trovano posizionati lungo sushumna nadi, il canale principale di forza che trasporta l’energia sottile lungo la colonna vertebrale. Sushumna nadi è il canale attraverso il quale sale kundalini al momento del risveglio superiore: psichico, mentale e spirituale dell’essere umano.

Omino chakraOgnuno dei primi sei chakra si situa all’interno del corpo grossolano, mentre il settimo, che non è propriamente un chakra ma un CENTRO SUPREMO DI COLLEGAMENTO CON DIO, si trova sopra la cima della testa (Sahasrara). Durante il risveglio di kundalini (fenomeno che, generalmente, si produce in seguito ad alcuni esercizi di Kundalini Yoga realizzati correttamente e con perseveranza, che permettono il risveglio e il controllo di tale processo), l’energia sottile cosmica sale dal primo chakra (muladhara), situato sul piano sottile a livello della zona tra l’ano e il sesso, fino a Sahasrara, attivandoli gradualmente tutti, l’uno dopo l’altro. A livello di ogni chakra, che kundalini raggiunge ed energizza straordinariamente, lo yogi vive una specie di felicità intensa a sé (Ananda) e, contemporaneamente, ottiene alcuni poteri psichici (siddhi) che gli permettono di arrivare ad una forma molto più ampia e raffinata di conoscenza; da qui proviene, tra l’altro, anche il nome di Centri di Coscienza (chaitanya), che a volte viene assegnato ai chakra.

Da ogni CHAKRA s’irradia un certo numero di canali energetici (nadi), conosciuti nella tradizione yogica con il nome di “PETALI” o “RAGGI” energetici. Gli uomini dotati di capacità medianiche e in grado di vedere, tramite la chiaroveggenza, il corpo astrale degli altri, descrivono spesso i chakra come dei focolai di luce sottile distintamente colorati, aventi un numero diverso di petali o canali energetici che partono da un centro (bindu). Il numero di petali corrisponde sempre al numero di nadi (o RAGGI ENERGETICI) che partono da ogni chakra. Questi cosiddetti “fiori di loto” sono dotati (se risvegliati) di una vibrazione specifica, che dà l’impressione si tratti di “ruote” statiche, da cui proviene il nome chakra. Secondo il sistema Kundalini Yoga, ad ogni chakra corrispondono certe caratteristiche psicosomatiche e mentali, espresse con una serie di simboli [forme geometriche, colori, mantra, animali simbolici (che indicano alcune energie sottili segrete), divinità (che indicano determinati mondi paralleli), ecc.].

Nonostante sia stato elaborato migliaia d’anni fa dall’induismo, il sistema dei chakra svolge comunque un ruolo importante nel buddismo, soprattutto in quello tantrico. Fondamentalmente, il sistema dei centri di energia (chakra) e dei canali sottili (nadi) che li uniscono tra loro è identico a quello sviluppato dal Kundalini Yoga. Tuttavia, il simbolismo associato appartiene in gran parte all’iconografia buddista. La pratica della meditazione elaborata a partire da questo sistema si differenzia, nei suoi aspetti fondamentali, da quella del Kundalini Yoga.

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