SUONO E LUCE
Carpire dalle profondità del cosmo una melodia, una musica e accordarla con il nostro animo era più facile per i chierici, per gli asceti e gli artisti del medioevo. La fusione di udito e vista che gli antichi cinesi definivano luce degli orecchi, è condivisa dalla vicina India ove il termine svar (luce) conserva la stessa radice di svara (suono). La musica indiana proviene dalla recitazione melodica degli antichi testi sacri: i Veda (voce sanscrita che vuol dire “vedo”, “conosco”), inni e melodie del bramanesimo che contengono la sapienza delle origini. Gli svara (le note della scala che vanno da 5 a 9) comprendono l’ottava divisa in 22 sruti: microtoni o microintervalli (sru in sanscrito vale “udire”).
La forma principale della musica colta è costituita dai Raga: scale modali, tipi melodici i cui centri tonali possono essere ognuno delle note. Raga, dalla radice sanscrista rani (tingere) sottolinea il colorito affettivo di ciascun modello. Quindi, sentimenti modali o mela: melodie da ripetere, variare, sviluppare. Ogni Raga, secondo il modo, induce alla gioia, alla tristezza, alla serenità ed ha potere magico e terapeutico. Secondo le ore del giorno o della stagione i Raga ottengono la migliore ambientazione emotiva. Read more »