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L’adorazione: due culture a confronto

aprile 1st, 2010 Posted in Tantra Yoga
"Mi recherò alla Moschea dei Musulmani; entrerò nella Chiesa dei Cristiani e mi inginocchierò dinanzi al crocefisso; entrerò nel Tempio Buddista per trovare rifugio in Buddha e nella sua Legge.
Andrò nella foresta e mi siederò in meditazione con l'Indù che ricerca la Luce che illumina ogni cuore.
Non solo farò tutto questo, ma lascerò il mio cuore aperto e disponibile per tutto ciò che potrà avvenire in futuro."
(Swami Vivekánanda)

 

Adorazione: "prestare un culto profondo alla divinità." Questo è il significato riportato da un comune vocabolario di italiano. Ma chi può comprendere uno stato dell'animo senza averlo già vissuto nel proprio essere? Sul cosa sia l'adorazione si può interrogare solo il proprio cuore. L'adorazione esiste in ogni culto sin dai tempi più antichi. E' nata insieme all'uomo e in questi è celato il suo segreto. La tradizione orientale ci offre il Bhakti yoga che consiste nell'adorazione e devozione del divino. Attraverso il Bhakti Yoga il cuore viene purificato. Le emozioni sono dirette verso il Supremo con l'aiuto dei simboli, delle preghiere, dei riti e dei canti. Non è sufficiente, però, una devozione fatta di mere cerimonie esteriori, ma ogni parola, ogni singolo gesto deve essere sentito e vissuto pienamente. Ogni atto della vita umana acquista così un carattere sacro. Il divino viene adorato con tutto il corpo, con la mente, con il cuore e con la parola. Persino azioni come il dormire e il mangiare diventano una piena celebrazione del divino che è presente in ogni atomo dell'Universo. Gesù stesso dice: "Non chi dice ‘Signore! Signore!' entrerà nel Regno dei Cieli; ma colui che fa la volontà del Padre Mio che è nei Cieli". L'adorazione è innanzitutto abnegazione di sé. Il devoto nel Bhakti yoga offre se stesso al divino fino all'identificazione con l'amato. Il soggetto e l'oggetto divengono un unico essere. Il Tantra Yoga è una via che permette la realizzazione di sé attraverso l'amore con continenza. Durante la fusione amorosa lo stato di adorazione degli amanti conduce verso vissuti estatici attraverso i quali i due innamorati, grazie alla forza dell'amore, divengono un unico essere che si espande all'infinito avvolgendo l'universo intero e le sue forme. Non esistono più limiti ma un profondo stato di libertà. Scopriamo così che la nostra vera natura è amore, armonia e infinita gioia. Un grande saggio e maestro tantrico soleva dire che quando un uomo attua l'estatico amore di Dio "Ogni poro della pelle, perfino le radici dei capelli, diventano proprio come degli organi sessuali SUI GENERIS, e in questo modo, attraverso ogni poro, lo yogi estasiato gioisce sempre della felicità oceanica della comunione con ATMAN (il Sé supremo)". La suprema gioia per l'innamorato è il recare piacere all'amato. Non ci si preoccupa di ricevere, ma esclusivamente di dare. Essere felici per il semplice fatto che l'altro esista. Nell'adorazione il proprio essere è interamente proteso verso l'amato. Ogni gesto, ogni parola, ogni azione è dedicata a lui. Fare l'amore è un atto sacro e di conseguenza va consacrato al divino. L'amato o l'amata viene trasfigurato/a in una divinità (es. Shiva per l'uomo e Shakti per le donne.) affinché il gioco amoroso conservi la propria sacralità e non si inganni con emozioni e azioni appartenenti ai piani inferiori dell'essere. Gelosie, possessività, attaccamenti sono il frutto di frustrazioni, paure e insicurezze dell'essere umano, non certo dell'Amore. Il desiderio, le passioni sono la linfa vitale dell'adorazione, ma il controllo su di essi è fondamentale. Bisogna essere come una foglia che si lascia trasportare dal vento, ma è necessario che quest'ultimo sia direzionato. Così il fuoco sacro dell'ardore che divamperà nel nostro petto non ci brucerà, ma ci purificherà da ogni impurità dell'animo. Ramakrishna, il grande santo dell‘India del XIX secolo, affermava: "Follia divina, questa è la parola. Devi diventare folle di Dio per poterlo realizzare veramente. Però questo amore travolgente non è possibile finché la mente umana è attratta dalla sensualità grossolana e dagli oggetti materiali." Riguardo a ciò anche Gesù afferma: "..la gelosia è una pianta parassita dell'amore e questa lo mina e lo corrode! Se la pianta parassita si innesta con forza all'albero dell'amore, distrugge tutto l'albero." Adorazione è, quindi, lasciar cadere tutti gli schemi, i pregiudizi che occludono i nostri occhi dalla Verità Ultima. E' la via più facile e veloce per vincere la battaglia contro il proprio ego uscendone indenni. L'abnegazione di sé conduce, di conseguenza, a vivere un profondo stato di umiltà, in quanto l'ego ormai non è più il signore del proprio cuore; non si lotta più contro gli eventi e i contesti, ma in uno stato di accettazione totale ci si abbandona al volere divino e tutto si acquieta nel nostro essere. Ora è pace e armonia. Non esiste più il dare e il ricevere amore. Esiste un abbraccio, un sorriso, una carezza. I due aspetti si fondono perché attraverso l'Amore gli amanti diventano un tutt'uno. L'amore che si alimenta dalla sua stessa fonte. Il vissuto amoroso intenso, che si manifesta attraverso orgasmi con continenza, ci permette di abbracciare l'intera creazione e di prendere coscienza che siamo in realtà un unico essere che vibra d'amore. Ramakrishna, adoratore della grande Forza cosmica Kali, scrive: "La Mamma Divina mi si è rivelata nel tempio di Kali come il tutto. Lei mi ha fatto vedere che tutto è pieno di Coscienza Divina. La sua immagine era Coscienza, l'altare era Coscienza, i vasi di acqua santa erano Coscienza, la soglia della porta era Coscienza, il pavimento di marmo era Coscienza: allora il tutto mi si è rivelato come Coscienza. Percepivo assolutamente tutto, le cose, gli esseri, come se fossero impregnati di una travolgente felicità che si rifletteva nell'intero Universo: la felicità della pura Esistenza, della pura Coscienza, della pura Beatitudine cosmica." Nel microcosmo del nostro essere riscopriamo quindi l'intero macrocosmo. "Non alziamo gli occhi verso il Cielo per cercare Dio", dice Gesù, "ma piuttosto cerchiamo nel nostro essere". L'adorazione, come già affermato, la riscopriamo in ogni religione. Nella cultura orientale l'adorazione verso il divino si può manifestare sia attraverso l'aspetto maschile, Shiva, che rappresenta la Coscienza Universale dalla quale hanno avuto origine tutte le cose, sia attraverso l'aspetto femminile, le 10 Grandi Forze Cosmiche nell'ipostasi di Mamma Divina, l'energia creatrice primordiale. Parallelamente, nella religione cristiana, la figura di Gesù rappresenta l'aspetto maschile, principio creatore di ogni cosa, e la Vergine Maria è venerata come la Madre Divina. Gesù racchiude in Sé tutte le ipostasi di Shiva. Una tra queste è Shiva Umapati, Shiva nell'ipostasi di Signore dell'Amore. E l'amore incondizionato è l'essenza dell'insegnamento di Gesù. E ancora, Shiva Avalokitesvara, il quale manifesta l'ipostasi della compassione divina e del sacrificio, Shiva che beve il veleno dell'umanità. E qual è stato il sacrificio più grande se non quello di Gesù, Colui che ci insegna che la compassione è la strada più breve per giungere direttamente nel cuore di Dio, perché ci permette di prendere coscienza che ogni essere umano è in realtà parte di unico grande Essere? In ogni cuore Dio dimora perfettamente nella Sua pienezza. Si deve guardare il prossimo con la consapevolezza che il Sé è in tutti, questa è la più grande delle virtù. In Shiva Dhurjati, Shiva nell'ipostasi di asceta, riscopriamo lo stesso Gesù che invita l'uomo a lasciare ogni ricchezza terrena e a seguirlo per conquistare un tesoro ben più grande, quello dello Spirito. Shiva Vicupaksha, Shiva nell'ipostasi del Terzo Occhio. Quest'ultimo ci permette la vista interiore, di osservare la realtà nella sua vera essenza, di essere sempre coscienti del proprio vissuto. Amore è presa di coscienza. Gesù stesso diceva: "Nel Regno di Dio non è ammessa la stupidità". Molte sono le ipostasi di Shiva, ognuna riscontrabile nella figura di Gesù. Questa varietà di manifestazioni del divino permette ad ogni essere umano di poterLo adorare attraverso diverse vie. Ognuno ha la possibilità di scegliere quella che più si addice al proprio essere. "Andate con sincerità e aspirazione frenetica verso una qualsiasi di queste fonti e siate sicuri che alla fine arriverete all'acqua dell'Eterna felicità di Dio. Ma, ricordate, non dite mai che la vostra religione è migliore di un'altra. Le differenze di credo non sono altro che le diverse vie per arrivare allo stesso Dio unico e supremo." "Qualunque sia la via che seguite, il punto essenziale è l'aspirazione ardente, infinita, verso la verità". Nell'intimo del proprio cuore esiste l'arcano che racchiude la verità ultima. Attraverso l'alchimia dell'amore si risveglierà in noi un essere perfetto rivestito da un "corpo d'amore".

Samgraha

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