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Additivi alimentari -Prima Parte-

settembre 29th, 2010 Posted in Articoli Salute
Tutti noi abbiamo sentito parlare dei cosiddetti “additivi alimentari” presenti negli alimenti, ma cosa sono in realtà e a cosa servono?  Secondo la legislazione italiana “Per additivo alimentare si intende qualsiasi sostanza normalmente non consumata come alimento in quanto tale, e non utilizzata come ingrediente tipico degli alimenti, indipendentemente  dal  fatto  di   avere un valore nutritivo,  che,  aggiunta intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico, nelle fasi di produzione, trasformazione, preparazione, trattamento, imballaggio, trasporto o immagazzinamento degli alimenti, si possa ragionevolmente presumere diventi, essa stessa o i suoi derivati, un componente di tali alimenti, direttamente o indirettamente.” (Art.3 del decreto ministeriale della Sanità 6 novembre 1992). In pratica gli additivi alimentari sono delle sostanze che hanno diverse finalità: conservare, colorare, dare sapore, rendere cremoso, ecc... un alimento. Purtroppo, a certe concentrazioni, diversi additivi si sono rivelati nocivi per l' uomo e quindi la loro assunzione può causare dei danni a breve o a lungo termine. Le concentrazioni massime consentite sono stabilite da una branca dell' alimentazione che studia la tossicità degli additivi alimentari e che si chiama “tossicologia alimentare”. Queste concentrazioni sono indicate con il termine DGA (dose giornaliera accettabile) che indica la quantità di additivo (in milligrammi) assimilabile giornalmente per ogni chilogrammo di peso corporeo. Per esempio l' anidride solforosa ha una DGA=0.7mg/kg/giorno, ciò significa che un adulto di 80 chili può assumerne un massimo di 0.7*80= 56mg al giorno (quindi possiamo assumerne una quantità bassissima eppure è un conservante molto utilizzato, soprattutto in bevande alcooliche e analcoliche).  In effetti non si può mai sapere la quantità esatta di additivo assunto in un giorno poiché sull' etichetta non viene indicata la quantità utilizzata. L' unica modalità per sapere, in modo molto apporssimativo, la quantità delle sostanze presenti in un alimento è l' ordine in cui vengono scritti gli ingredienti: il primo nell' elenco è quello presente in maggiore quantità e l' ultimo è quello in quantità minore. Le aziende produttrici, però possono ricorre a certi "accorgimenti" per mascherare la presenza di una sostanza nell' alimento, per esempio:
  • per evitare che lo zucchero compaia tra i primi costituenti di quell' alimento usano diversi tipi di zucchero, in quantità diverse in modo da poterli nominare tutti verso la fine della lista. Questa sistema può essere utilizzato con qualsiasi tipo di sostanza.
  • per poter scrivere sulla confezione "senza grassi, senza zucchero, ecc..." basta che la porzione unitaria dell' alimento contenga quelle determinate sostanze al di sotto di una certa quantità, quindi... si riducono i grammi di cui è costituita la dose unitaria ma senza ridurre in realtà la quantità totale di grassi, zuccheri, ecc... 
Ritornando agli additivi, ne esistono tantissimi, diverse centinaia, alcuni di origine naturale altri sintetici. Nella lista degli ingredienti può essere presente il loro nome per esteso oppure la loro sigla (cioè la lettera E seguita da un numero). Gli additivi alimentari che si trovano di frequente negli alimenti venduti in Italia e che sono da evitare, perché nocivi o perché possono essere di origine animale, sono i seguenti:
  • mono- e di- gliceridi degli acidi grassi e loro esteri (da E 471 a E 479)
  • aspartame (E 951)
  • acesulfame k (E 950)
  • saccarina e i suoi sali di sodio (Na), potassio (K), calcio (Ca) (la loro sigla è E 954)
  • ciclammati (E 952)
  • glutammato monosodico (E 621)
  • rosso cocciniglia (E 120)
  • BHT (E 321) e BHA (E 320)
  • lecitine (E 322)
  • carragenina (E 407)
  • anidride solforosa e solfiti (da E 220 a E 228)
  • pectine (E 440)
  • gelatina (E 441)
  • agenti di rivestimento
  • aromi
  MONO- E DI-GLICERIDI DEGLI ACIDI GRASSI E LORO ESTERI (DA E 471 A E 479) Sono degli emulsionanti naturali, cioè servono per rendere omogenei degli elementi che non possono essere mescolati tra di loro (per esempio acqua-grasso, acqua-aria, ecc...).In genere si ottengono dalla soia o sono sintetici ma posono anche essere di origine animale quindi i vegetariani devono evitarli. Non sono tossici ma possono avere un effetto antinutrizionale poiché a livello intestinale inibiscono l'assorbimento delle vitamine liposolubili (vitamine che si sciolgono nei grassi) e delle sostanze grasse. Sono utilizzati in: dolci, cioccolata, gelati, prodotti da forno, budini, ecc...  ASPARTAME (E 951) E' un dolcificante artificiale utilizzato in oltre 6000 prodotti dietetici tra cui: bevande, gomme da masticare, dolci, caramelle, yogurt, farmaci (soprattutto in sciroppi e antibiotici per bambini). Si è calcolato che la quantità media di aspartame assunta giornalmente da chi ne fa uso è di circa 2-3mg/kg di peso corporeo e la sua DGA è di 40 mg/kg in Europa e di 50 negli USA. In seguito a forti assunzioni, sono stati riscontrati sintomi simili a quelli dei postumi di una sbornia. Secondo vari studi effettuati sui ratti, tra cui quello fatto dall'Istituto Ramazzini, questa sostanza ha i seguenti effetti negativi:
  • produce un aumento statisticamente significativo di linfomi e leucemie nelle femmine, anche alla dose di 20 mg/kg di peso corporeo (quantità molto inferiore alla dose massima ammessa in Europa e USA);
  • induce a una minore assunzione  di cibo ma senza una correlata diminuzione del peso corporeo.
In poche parole è cancerogeno e non genera alcuna diminuzione del peso. Questi risultati possono essere estesi anche all'uomo poiché gli studi effettuati su ratti, topi e roditori sono altamente predittivi dei rischi cancerogeni sull'uomo. Secondo altri studi l’aspartame causa tumori al cervello e modifica la proporzione di amminoacidi nel sangue. La sua molecola è formata da acido aspartico, fenilalanina e alcool metilico (metanolo) e nel tratto gastrointestinale si scinde proprio in questi tre componenti, quindi, con l'assunzione di aspartame immettiamo metanolo nel nostro organismo. Un litro di bevande con aspartame producono nell'organismo circa 50mg di metanolo mentre un litro di succo di frutta o verdura con aspartame ne contiene circa 200-280mg, una quantità di metanolo che va da 200 a 500 mg/kg di peso corporeo ha effetti tossici sulla visione e sul sistema nervoso centrale. L'aspartame è abbastanza stabile in ambiente secco ma in ambiente umido degrada subito in 2,5-dichetopiperazina una sostanza con una DGA di 7,5 mg/kg di peso corporeo (quindi piuttosto tossica) e che a livello intestinale produce delle sostanze che causano tumore all'esofago, al fegato, allo stomaco e alla cavità nasale. La presenza di questa sostanza è da tenere in considerazione poiché l'aspartame è utilizzato in cibi cotti e umidi. L'aspartame causa inoltre reazioni allergiche, diminuzione della concentrazione e della memoria, mal di testa, senso di pesantezza,  palpitazioni, infiammazioni, spasmi muscolari, stanchezza.  ACESULFAME K (E 950) Anch'esso, come l'aspartame, è un dolcificante sintetico, causa reazioni allergiche, diminuzione della concentrazione e della memoria, mal di testa, senso di pesantezza, palpitazioni, infiammazioni, spasmi muscolari, stanchezza. Si presuppone che generi il cancro. Si trova in: bevande, prodotti da forno, yogurt, gomme da masticare,  dolci congelati, ecc... Ha una DGA di 0-9 mg/kg/giorno. SACCARINA E I SUOI SALI DI SODIO (NA), POTASSIO (K), CALCIO (CA) (LA LORO SIGLA È E 954) E' stata il primo dolcificante sintetico, ha un potere dolcificante molto elevato ma è utilizzata a basse concentrazioni a causa del suo retrogusto amaro. Gli studi fatti sui ratti hanno dimostrato che la saccarina può produrre tumori uterini, lesioni ovariche e, se somministrata a lungo, in grandi dosi e in sinergia con altri cancerogeni chimici, può produrre tumori alla vescica. Secondo altri studi può causare  tumori ai reni. La sua DGA è di 0-2,5 mg/kg/giorno. CICLAMMATI (E 952) Sono dei dolcificanti sintetici che vengono assorbiti in gran parte come tali ma producono la cicloesilammina che in dosi elevate ha attività cancerogena, inoltre diminuisce la fertilità e la fecondità e per questi motivi si consiglia un uso molto cauto di questa classe di dolcificanti. Hanno una DGA di 0-11 mg/kg/giorno. Continua....."Seconda Parte"
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