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Additivi Alimentari -Seconda Parte-

ottobre 12th, 2010 Posted in Articoli Salute
.....segue da "Prima Parte" GLUTAMMATO MONOSODICO (E 621) E' un esaltatore di sapidità, ossia serve per amplificare il sapore degli alimenti. Si trova in grandi quantità nelle alghe marine della specie "Laminaria Japonica" alimento molto utilizzato nella cucina giapponese e cinese. Secondo il "Codex Committee of Food Additives (CCFA)" che collabora con il "Codex Alimentarius Commission (CAC)" questo additivo ha una DGA illimitata, cioè non è pericoloso ma questa affermazione è in netto contrasto con gli effetti che si manifestano ingerendo 1,5 gr di questa sostanza. Essa provoca infatti tossicità acuta, nota anche come "sindrome del ristorante cinese", che si manifesta con:
  • bruciore o prurito al viso, al collo e alla testa;
  • emicrania;
  • tensione, rigidità e oppressione a livello del viso e del torace.
Tutti sintomi che indicano un'azione sul sistema nervoso centrale. I test tossicologici hanno mostrato effetti teratogeni ma non mutagenici o cancerogeni. Lo possiamo trovare in: dadi per brodo, patatine, sostanze aromatiche, alimenti a base di carne, si trova in grandissime quantità nella specialità culinarie giapponesi e cinesi. Può anche derivare da OGM.  ROSSO COCCINIGLIA O ACIDO CARMINICO (E120) E' un pigmento rosso estratto dai corpi essiccati di numerosi insetti tra cui "Dectylopius coccus".  Sono necessari 7000 insetti per ottenere 28 gr di prodotto. Sull' etichetta può risultare anche come "colorante naturale" o "rosso naturale". Si usa per colorare bevande alcooliche, biscotti, dessert, dolci, salse. Può provocare reazioni allergiche inspiegabili e shock anafilattico. Visto che è prodotto da insetti i vegetariani dovrebbero evitarlo. Inoltre non è indicato ai bambini. La sua DGA è 0-5.  BHT (E 321) e BHA (E 320) Il BHT (beta idrossi toluene) e il BHA (beta idrossi anisolo) fanno parte degli antiossidanti, sostanze che inibiscono l'ossidazione degli alimenti, soprattutto dei grassi (per esempio evitano l'irrancidimento del burro). La DGA del BHT è di 0-0,125 mg/kg/giorno e quella del BHA è di 0-0,3 mg/kg/giorno, questo significa che sono estremamente tossici. Gli effetti tossici di queste sostanze si possono riassumere in questo modo:
  • il BHT ha un effetto ipertrofico sulla tiroide (cioè provoca il gozzo) e agisce sul metabolismo energetico. Alcuni suoi derivati producono la necrosi delle cellule polmonari. Ha un'azione cancerogena  soprattutto a livello polmonare, epatico e della vescica e svolge un'azione anticoagulante (impedisce la coagulazione del sangue con conseguenti emorragie e rottura di capillari e vene);
  • sia il BHT che  il BHA hanno un'azione tossica a livello del fegato. 
LECITINE (E322) Anch'esse, come i mono- e di- gliceridi degli acidi grassi, sono degli emulsionanti naturali. Sono utilizzate per emulsionare gli oli della margarina, nella maionese, cioccolata, latte i polvere, budini, crema per pasticceria, prodotti dolciari, gelati e altri alimenti. La colina presente nelle lecitine favorisce la metabolizzazione e il trasporto degli acidi grassi dal fegato alla periferia. Le lecitine sono innocue ma in grandi quantità possono avere degli effetti collaterali:
  • Inibiscono l'assorbimento intestinale di amminoacidi, lipidi e vitamine (soprattuto vitamina A);
  • essendo sostanze goitrogene -ossia contribuiscono all'ipertrofia della tiroide (cosiddetto "gozzo"-inibiscono il riassorbimento e la sintesi della tirosina con conseguente rallentamento   dell'accrescimento;
  • la colina presente nelle lecitine si può legare agli ioni nitrito eventualmente presenti nella dieta e formare la N-nitrosocolina, una sostanza ad attività cancerogena.
Esse possono essere sia di origine vegetale (per esempio la lecitina di soia, di girasole, ecc...) che animale quindi i vegetariani devono stare atteinti a questo tipo di additivo soprattutto se non è indicata la sua provenienza. CARRAGENINA (E 407) Fa parte degli stabilizzanti, cioè quelle sostanze che danno all'alimento una certa consistenza o aiutano a conservarlo nel tempo. La carragenina proviene da alghe rosse del genere Chondrus, Gigartina e Eucheuman. Anche se di origine nautrale comporta qualche rischio tossicologico. Può produrre il rallentamento della crescita corporea e dei tessuti, diminuisce la quantità di colesterolo presente nel sangue. Secondo alcuni studi può provocare ulcere a livello del colon, disturbi dispeptici ed è potenzialmente cancerogena. Gli stabilizzanti sono utilizzati nella preparazione di gelatine di frutta, dessert, budini, formaggi fusi, carni in scatola, yogurt, ecc...  ANIDRIDE SOLFOROSA E SOLFITI (DA E 220 A E 228) Sono conservanti sintetici utilizzati in vegetali, bevande analcoliche (succhi di frutta, ecc...) piatti a base di pesce, conservazione di vini e bevande alcoliche in generale. La tossicità dell'anidride solforosa (SO2) e dei solfiti è dovuta alla loro capacità di distruggere la vitamina B1. In soggetti sensibili possono provocare  sintomi di tossicità acuta come: spasmi bronchiali e intestinali, orticaria, polineurite, emicrania. Possono anche provocare: vertigini, vomito, dolori addominali, disturbi inestinali, difficoltà di respirazione, asma. La loro DGA è di 0-0,7 mg/kg/giorno.  PECTINA (E 440) Fa parte dei gelificanti, cioè serve per rendere alcuni alimenti più densi e vellutati. E' utilizzata in marmellate, salse, confetture, gelatine di frutta, budini, gelati, dessert, ecc... In genere deriva dai vegetali (in particolare dalle mele) ma può anche essere di origine animale quindi non è consigliabile per i vegetariani (a meno che non se ne conosca l’origine). Grandi quantità possono causare temporaneamente flatulenza e disturbi intestinali. Non è considerata tossica.  GELATINE (E 441) Anch'esse, come la pectina, sono dei gelificanti. In genere non sono tossiche ma alcune volte possono provocare reazioni allergiche. Non sono consigliate agli asmatici e a chi  è sensibile ai solfiti. Anche i vegetariani devono evitarle poiché la maggior parte delle volte sono di origine animale.  AGENTI DI RIVESTIMENTO Sono sostanze impiegate per il rivestimento di frutta fresca, frutta secca, confetti, cioccolato, uova, riso, ecc... Tra questi troviamo: cera d'api (E 901), gomma lacca (E 904), cera carnauba (E 903), olio di vaselina (E 905a), paraffina solida (E 905b), resine cumarone-indene, shellac e altre sostanze. Lo shellac deriva dagli escrementi dell'insetto tailandese "Kerria lacca" che li utilizza per attaccarsi ai rami e alle foglie. Queste sostanze sono "liposolubili" cioè si sciolgono solo in sostanze grasse, o che riescono a legare i grassi, e non in acqua. Tranne gli E 905, che a lungo andare possono portate al cancro intestinale, le altre sostanze non sono tossiche ma possono essere dannose se utilizzate sulla frutta fresca poiché possono ricoprire i pesticidi presenti e impedirne la loro eliminazione lavando la frutta con semplice acqua. VEDERE CON CHE SOSTANZE SI POSSONO ELIMINARE.  AROMI Con questo termine si indica una vasta gamma di sostanze utilizzate per migliorare le qualità organolettiche di un alimento (in particolare gusto e odore). In genere sono considerati "aromi" sostanze presenti nell'alimento in bassissime quantità (da pochi milligrammi ad 1-2 grammi per kg di alimento) e vi possiamo ritrovare anche le sostanze viste in precedenza quando queste non superano i limiti di legge fissati per essere considerati aromi. Possono essere sintetici, naturali oppure naturali-identici cioè con una struttura chimica uguale all'aroma naturale di un certo alimento, ma sintetizzati in laboratorio (per esempio: aroma di banana, di arancia, ecc..). Molti di essi non hanno una DGA non perché risultanti non tossici ma per il fatto che non ci sono informazioni sufficienti per stabilirne la loro sicurezza. Se la DGA non viene assegnata la sostanza in causa non è da ritenere idonea per l'alimentazione umana. In questo articolo sono stati esaminati soltanto i principali additivi utilizzati nell'industria alimentare  ma la loro lista completa è formata da più di mille voci. Sin dall'antichità l'uomo ha cercato sempre delle modalità per conservare più a lungo i cibi utilizzando l'essiccazione, il sale, varie spezie con azione battericida ma questi metodi non erano dannosi per la sua salute, anche se non davano gli "effetti miracolosi" degli attuali additivi alimentari. Negli ultimi decenni si sta facendo un uso sconsiderato di queste sostanze che, oltre ad avere i vari effetti collaterali descritti sopra, servono a "truccare" gli alimenti per dare loro delle sembianze che in realtà non hanno e per mascherare le loro enormi carenze nutrizionali. E' importante, quindi, ritornare a un'alimentazione più sana e naturale evitando tutto ciò che è di sintesi e che può danneggiare la nostra salute.
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