Il Tantra, Dhumavati la descrive come una vedova vecchia. Disadorna di gioielli, indossa vestiti vecchi e sporchi e ha i capelli arruffati. I suoi occhi sono terribili, il naso lungo e storto, e alcuni dei suoi lunghi denti sono caduti, lasciando il suo sorriso sdentato. In una delle sue mani tremanti, tiene un cesto, mentre l’altro fa un gesto di benedizione (varada-mudra).
Dhumavati è sempre considerata una vedova, e quindi, è l’unica Mahavidya senza consorte. Si narra che abbia divorato Shiva e dopo aver distrutto l’elemento maschile (Purusha) nell’universo, sia rimasta sola, ma lei è ancora Shakti, l’elemento femminile. Come una vedova in un carro senza cavalli, Dhumavati è ritratta come una donna che non va da nessuna parte nella vita e nella società. Lei è “tutto ciò che è sfortunato, brutto e nefasto”. Lei appare nella forma dei poveri, i mendicanti, lebbrosi e i malati. Lei abita nelle “ferite del mondo”, i deserti, le case in rovina, la povertà, la fame, la sete, i litigi, il lutto dei bambini, e altri luoghi pericolosi. Le vedove in generale si considerano nefaste, pericolose e suscettibili di possessione da parte di spiriti maligni. Ream more »